Pausa pranzo: come ridurre i rifiuti del pranzo al sacco

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Per chi si ritrova a passare la maggior parte delle proprie giornate fuori casa per studio o per lavoro, il pranzo diventa un momento di pausa importantissimo. La scelta che sembra più comoda e veloce è quella di fermarsi al bar per uno spuntino. Purtroppo ciò nuoce non poco al portafogli, soprattutto per chi lavora o studia in una grande città, e spesso non permette di seguire un’alimentazione sufficientemente varia. La scelta migliore per risparmiare e con un occhio di riguardo verso l’ambiente, è quella di portare con sé il pranzo preparato a casa. A questo proposito vogliamo darvi alcuni consigli per renderlo più green e privo di sprechi di qualsiasi tipo.

L’opzione più semplice è quella di preparare una porzione in più del pasto serale in modo da poterla consumare il giorno successivo. Ciò vi facilita soprattutto se siete davvero a corto di tempo e non riuscite a preparare un pasto diverso per il giorno successivo. Se avete la possibilità di riscaldare il vostro pranzo nel microonde, fate attenzione a riporlo in un contenitore adatto allo scopo, che non contenga quindi parti metalliche e che sia in materiale atossico, ancora meglio se si tratta del vetro.

Se volete che il vostro pranzo al sacco sia davvero ecologico, fate attenzione a produrre meno rifiuti possibili sia per quanto riguarda la preparazione che durante il trasporto e il consumo. Scegliete prima di tutto contenitori non usa e getta, riutilizzabili a lungo. Sarebbe bene limitare il numero dei sacchetti utilizzati o comunque sceglierli sempre biodegradabili o sostituirli con delle borse in stoffa. Limitate, se potete, l’utilizzo di posate, bicchieri e tovagliolini usa e getta. Sostituite i tovagliolini di carta con dei tovaglioli lavabili in stoffa. Cercate inoltre di seguire sempre la raccolta differenziata, sia in casa che in ufficio. E se nel vostro ufficio essa non viene particolarmente rispettata, siate voi il buon esempio.

Per i cibi da scegliere, seguite i vostri gusti, senza però dimenticare di aggiungere al vostro pranzo frutta e verdura e cercando di seguire scelte basate sul consumo consapevole. Preferite dunque, se potete, frutta e verdura a km 0 o con il minimo imballaggio. Fate attenzione alla provenienza di qualsiasi alimento decidiate di acquistare. Un alimento di produzione italiana o regionale avrà percorso meno chilometri per arrivare nel vostro piatto, con conseguenti minori emissioni di anidride carbonica rispetto ad un prodotto proveniente dall’estero.

Per quanto riguarda le bevande, una buona idea è quella di sostituire la classica bottiglietta d’acqua con una piccola borraccia in alluminio, leggera e comoda da trasportare, che potrete riutilizzare all’infinito, riducendo così il volume dei rifiuti prodotti. Scegliete l’acqua del rubinetto oppure, se preferite le bevande dolci, optate per un ottimo tè freddo fai-da-te. Sempre allo scopo di diminuire i rifiuti, evitate l’utilizzo della pellicola trasparente, servendovi invece di contenitori con coperchio, ovviamente non usa e getta. Allo stesso scopo, diminuite la quantità di merendine e snack incartati singolarmente, sostituendoli ad esempio con della frutta secca inserita in un piccolo contenitore, da consumare durante i vostri break.

Se ad un certo punto poi vi accorgete che il vostro pranzo sta diventando ripetitivo e noioso, potete prendere ispirazione dai giapponesi, che nelle loro bento box (contenitori ermetici impilabili) si divertono a preparare pranzi sempre diversi, allegri e colorati, realizzando dei piccoli capolavori artistici con ogni cibo, con particolare attenzione al riutilizzo creativo degli avanzi.

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Il momento del pranzo sarà ancora più allegro e vi sentirete in pace con voi stessi e con l’ambiente.

Marta Albè