Burnout

Burnout, che cos'è? e come lo si riconosce? Quali sono i segnali che non dovremmo sottovalutare per evitare lo stress da lavoro. 

Burnout, ovvero la sensazione di esaurimento che può colpire le persone che lavorano e che è capace anche di determinare un logorio psicofisico ed emotivo. Come lo si riconosce? Ridotta produttività, tendenza a valutare le persone come oggetti e sensazione di perdita di valore della propria attività. Si parla di una vera e propria sindrome. Ma in che consiste il burnout e si può curare?

Apparso per la prima volta nel mondo sportivo intorno agli anni ‘30 per indicare l’incapacità di un atleta di continuare ad avere buoni risultati, il termine “burnout” solo in seguito indicò, negli States degli anni ’70, una condizione di estremo esaurimento che riguardava determinate professioni, le cosiddette “helpingh professions”, come infermieri, medici, vigili del fuoco o psichiatri.

Il termine è stato poi ripreso dalla psichiatra americana C. Maslach nel 1976 per indicare una “patologia comportamentale” a carico di alcune professioni contraddistinte da un’elevata implicazione relazionale. Allora fu definito il burnout come:

sindrome da esaurimento emotivo, da spersonalizzazione e riduzione delle capacità personali che può presentarsi in soggetti che per professione si occupano della gente” e “reazione alla tensione emotiva cronica del contatto continuo con esseri umani, in particolare quando essi hanno problemi o motivi di sofferenza”.

Cos’è il burnout

O meglio burn-Out, ovvero “bruciato, scoppiato, fuso”, quella sensazione che si può avere quando se ne ha fin sopra i capelli e si è arrivati ad un duro stess emotivo e cronico.

Riguarda, quindi, per lo più la sfera professionale ed è l’esito patologico di un lungo processo che colpisce le persone che esercitano professioni di aiuto (come gli infermieri o i poliziotti), ma anche coloro che si sentono schiacciati, frustrati o hanno un senso di rigetto verso il proprio lavoro.

Caratterizzata da un progressivo declino delle risorse psicofisiche e da un peggioramento delle prestazioni professionali, la sindrome di burnout ha più probabilità di svilupparsi in situazioni di forte divario tra la natura del lavoro e la natura della persona che lo svolge. Se, per esempio, un contesto lavorativo richiede una forte dedizione e grossi impegni, ciò può anche tradursi in un rifiuto a discapito degli obblighi lavorativi. Quando poi un successo o un determinato obiettivo sono difficili da conseguire, molte persone perdono la dedizione a quel lavoro e cadono in esaurimento.

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Come si manifesta

È sempre Maslach a spiegare che le manifestazioni di burn-out possono essere raggruppate in tre fasce:

  • Esaurimento Emotivo
    La sensazione di essere emotivamente svuotati e annullati dal proprio lavoro, ma anche delle relazioni sociali, demotivazione, difficoltà di concentrazione e sensi di colpa
  • Depersonalizzazione
    Descrive quell’atteggiamento di allontanamento e di rifiuto nei confronti di coloro che richiedono o ricevono la prestazione professionale, il servizio o la cura
  • Ridotta realizzazione personale
    Riguarda la percezione della propria inadeguatezza al lavoro, la caduta dell''autostima ed il sentimento di insuccesso nel proprio lavoro

Sindrome di burnout, i sintomi

A differenza dello stress e della nevrosi, nel caso di burnout non c’è disturbo della personalità ma del ruolo lavorativo. Molti possono essere i sintomi, ma tutti sono riconducibili ai disturbi dello spettro ansioso-depressivo e sottolineano la tendenza dei soggetti alla somatizzazione e allo sviluppo di disturbi comportamentali.

Malessere al pensiero del lavoro, perdita di coinvolgimento emotivo, calo dell’autostima o insonnia sono solo alcuni dei segnali con cui prende forma il burnout. Ma, nello specifico, si possono distinguere i sintomi in comportamentali, fisici e psichichi.

I sintomi comportamentali

  • assenteismo o alta resistenza ad andare al lavoro ogni giorno
  • isolamento e ritiro
  • senso di stanchezza ed esaurimento già dal mattino
  • affaticamento dopo il lavoro
  • difficoltà a scherzare sul lavoro
  • perdita dell’autocontrollo
  • conflitti in famiglia
  • eccessivo uso di sigarette, farmaci, alcol

I sintomi fisici

  • stanchezza e irritabilità
  • sonno
  • crisi di affanno o di pianto
  • dolori alla schiena, alla testa e al petto
  • stanchezza agli arti inferiori
  • dolori viscerali
  • diarrea
  • inappetenza e nausea
  • vertigini

I sintomi psichici

  • stato di costante tensione
  • irritabilità
  • cinismo
  • depersonalizzazione
  • senso di frustrazione o di fallimento
  • ridotta produttività
  • reazioni negative verso familiari e colleghi
  • apatia o irrequietezza
  • depressione
  • disimpegno sul lavoro e distacco

Le cause del burnout

Differenza di genere (le donne sono più predisposte degli uomini), di età (nei primi anni di carriera si è più predisposti) e lo stato civile (le persone senza un compagno stabile più predisposte), sono considerati i primi tre fattori di rischio per una condizione di burnout.

Ma sul luogo di lavoro ci possono essere una marea di potenziali fattori di stress che possono sfociare nel burnout, in primis l’incapacità di trovare una motivazione.

Ecco le più diffuse cause di burnout al lavoro:

  • aumento di responsabilità senza la giusta compensazione
  • frequenti conflitti nella programmazione del lavoro o interruzioni
  • cambiamenti organizzativi o cambiamento di mansioni
  • termini e scadenze irrealistici
  • programmi che cambiano spesso
  • difficili interazioni con colleghi o clienti (rabbia, invidie…)
  • per chi fa lavori manuali l’esposizione alle intemperie e il sollevamento di carichi pesanti

E non solo, secondo la Maslach, un importante fattore di rischio è la mancanza di coinvolgimento del lavoratore nelle decisioni che incidono direttamente sul suo ambito lavorativo (che così vengono viste come “imposizioni”).
Inoltre anche le aspettative poco certe sono motivo di esaurimento: un’ambiguità di ruolo, cioè insufficienza di informazioni su una determinata posizione, o un conflitto di ruolo, ossia l’esistenza di richieste che l’operatore ritiene incompatibili con il proprio ruolo professionale o un sovraccarico oltre le proprie responsabilità.

Come uscire dal burnout

Riconoscere che si è incappati in un problema serio è già un passo avanti. Licenziarsi, però, visti anche i tempi, non è quasi mai la soluzione ideale, o per lo meno non è quella che garantisce soddisfazione immediata.

Quello che bisogna fare è innanzitutto lavorare su se stessi, cominciare dall’identificare ciò che ha portato a quella eccessiva situazione di stress e sviluppare un “piano” magari anche con l’aiuto di uno specialista.

Inoltre, sono praticabili piccolissime cose che, se messe insieme, possono portare a un quadro più roseo dal quale ripartire con più positività:

  • staccare la spina! Concedetevi una minivacanza, ma anche un solo giorno per dedicarvi a ciò che più vi piace. Se proprio non è possibile, ricordatevi che è fondamentale concedersi comunque piccoli momenti di pausa, anche un pranzo un po’ più lungo
  • sport, uno dei migliori rimedi naturali per tenere bassi i livelli di stress!
  • cambiare atteggiamento, non è certo facile, ma magari se si esce da quella bolla di cinismo che ci si è creati attorno, si può trovare un modo più empatico di interagire con gli altri
  • impostare e raggiungere piccoli obiettivi poco per volta, ciò porta all’aumento di dopamina nel cervello e a piccoli progressi costanti ma costruttivi. Per fare ciò, compilate una lista delle cose da fare, dividendo ogni attività in piccole parti e man mano che i compiti vengono eseguiti spuntare la lista
  • coltivare un hobby, al di fuori dell’ufficio un hobby, un interesse da coltivare sono fattori in grado di decomprimere lo stress
  • parlare e cercare supporto, un collega di cui ci si fida, il partner, un amico… ma non tenete tutto dentro!
  • telelavoro, mai considerata l’idea di lavorare in remoto? Può consentire di svolgere le proprie attività in un ambiente più soft e sereno. Chiedete al capo se è fattibile.
  • sonno, andate a letto presto e recuperate la cara vecchia buona abitudine di una sana nottata di riposo

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