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Oggi è la Giornata mondiale dei cani in ufficio. Una festa dedicata ai nostri pelosoni per incentivarci a portare al lavoro i nostri fedeli amici. È stato ampiamente dimostrato infatti che la loro presenza sia un toccasana sia per la produttività che per l'umore dei dipendenti. Ma si sa, non dipende da noi.

Nata quasi 20 anni fa, nel 1996, Take Your Dog to Work Day 2015 si celbra il 26 giugno di ogni anno ed è stata ideata da Pet Sitter International anche per festeggiare i cani incoraggiando alle adozioni dai rifugi locali.

Secondo uno studio condotto dalla Mississippi State University College of Veterinary Medicine e da Purina, i dipendenti che portano gli animali al lavoro hanno meno segni di stress. Per arrivare a questa conclusione è stato condotto un sondaggio negli Usa nel corso di questo mese con 750 intervistati.

È emerso che quasi due dipendenti su tre concordano che gli animali dovrebbero essere autorizzati nei luoghi di lavoro, se vi è il consenso generale tra i colleghi. L'85% dei dipendenti delle aziende con animali in ufficio si sono detti comunque favorevoli alle politiche volte a portare gli animali sul luogo di lavoro.

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Purtroppo però, secondo il sondaggio, oggi il 72 per cento dei dipendenti ha dichiarato che i loro posti di lavoro non offrono questa possibilità.

Eppure i vantaggi sarebbero tanti come quelli elencati qui che riguardano il movimento e in genere il miglioramento dello stato di salute, la produttività, un miglioramento dell'umore e una maggiore collaborazione tra colleghi.

Il creatore della Giornata Mondiale del cane in ufficio, offre anche una serie di suggerimenti, piccole accortezze per far sì che questa bella abitudine possa diffondersi sempre di più, superando le attuali reticenze dei datori di lavoro:

1) I cani devono essere tenuti al guinzaglio se non si trovano nell'ufficio del dipendente. Anche i più educati potrebbero non capire che non tutti amano le leccatine d'affetto. Vanno rispettati anche gli spazi dei colleghi.

2) I dipendenti devono utilizzare degli accorgimenti per evitare che i cani lascino il loro ufficio. Nel bel mezzo di una chiamata importante o durante la visita di un partner commerciale meglio evitare che Fido se la dia a gambe.

3) Aree specifiche, come bagni o sale da pranzo dei lavoratori, dovrebbero essere comunque vietate al loro accesso.

4) Avere un piano B nel caso in cui il cane non si trovasse bene nell'ambiente di lavoro. Anche se la maggior parte di essi ama vagare tra le scartoffie, non è detto che, durante una giornata no voglia tornare a casa. A quel punto meglio aver già pensato a una soluzione, allertando ad esempio il partner o un parente.

Averli con noi al lavoro sicuramente ci allieterebbe le giornate. Senza contare che eviteremmo le sorpresine “devastanti” che ogni tanto ci riservano quando restano loro malgrado a casa, aspettando il nostro ritorno.

Francesca Mancuso

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