Woodlands: quando anche il cimitero diventa ecosostenibile

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In tempo di green economy niente ormai può essere lasciato al caso. Non di certo l’amore, come abbiamo visto, ma neanche la morte. L’attenzione per l’ambiente si fa largo, permeando sempre di più ogni gesto quotidiano della nostra vita. E in Inghilterra, è proprio il caso di dire, riesce anche ad andare “aldilà“. A Blackley, vicino Manchester, infatti è stato ultimato un cimitero rigorosamente ecosostenibile, con tanto di bare biodegradabili e carro funebre elettrico.

A Woodlands (letteralmente terra degli alberi), 350 lotti immersi nel verde di una foresta nei pressi della cittadina, si risparmierà anche sul giardiniere perché a prendersi cura del cimitero ci penserà “madre natura” e il ciclo naturale delle stagioni. La sepoltura, infatti, sarà di quelle più “ecologicamente corrette possibili”: niente lapidi, ma semplici numeri apposti sui loculi per fare in modo di ritrovare con precisione le giuste salme dei propri cari.

Il cimitero ecologico nel bosco, spiegano i promotori del progetto, risponde alla crescente domanda delle persone i essere seppellite in un luogo dal paesaggio incontaminato. Il responsabile dei servizi funebri Barrie Jones ha ribadito che : “L’idea è quella di puntare sulla natura e ridurre il più possibile la manutenzione. Le persone possono lasciare fiori solo per la prima settimana, poi preferiamo lasciar crescere quelli spontanei e l’erba.” “Il parcheggio rimane ad una certa distanza dai boschi, ma disponiamo di un veicolo elettrico simili ad un buggy da golf che servirà anche a trasportare le persone con problemi di mobilità, ma anche la stessa bara al luogo di sepoltura

carro_funebre_ecologico

Mike Amesbury, l’assessore incaricato dei cimiteri, ha dichiarato: “Il bosco-cimitero rappresenta il primo esempio del genere a Manchester e siamo fieri offrire un’alternativa alla sepoltura tradizionale

Insomma, se c’eravamo fatti qualche remora in passato a comunicare, ad esempio, la notizia della libreria che si ricicla in cassa da morto o quella della pira ecologica utilizzata in India, a quanto pare bisogna prendere atto che la morte è sempre meno nera e sempre più tinta di “green”. In fondo non lo chiamano passaggio a “miglior vita”?

Simona Falasca

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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