La lettera anonima per Willy Monteiro che sta commuovendo l’Italia

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In mezzo ai fiori, lasciati da amici, parenti ma anche sconosciuti, c’è una lettera dedicata a Willy. Semplici parole, certamente uno sfogo, ma che hanno cercato di lenire le ferite di una famiglia a cui è stato strappato un figlio, colpevole solo di aver cercato di difendere un amico.

Massacrato di botte dal branco, ferito a calci e pugni fino a quando il suo cuore ha smesso di battere. Così sabato Wiilly Monteiro Duarte ha perso la vita a Colleferro. in provincia di Roma. Ma mentre la giustizia fa il suo corso, l’Italia non si rassegna davanti a questa morte così crudele e ingiusta.

Ed è così che la lettera senza firma, lasciata tra i mazzi di fiori che oggi adornano il luogo in cui Willy è stato ucciso, ricorda quanto sia difficile fare la cosa giusta, essere “anormali”:

Qui il testo della lettera, postata sui social dall’avvocato Cathy La Torre:

“Ciao Willy, in questi giorni tutte le testate giornalistiche i telegiornali, le persone del mio territorio parlano che ci ha lasciato una persona e un ragazzo normale.
Normale in questa società è guadagnare criminalizzando e non andando a lavorare alla giovane età di ventuno anni a prezzi imposti da contratto collettivo del lavoro.
Normale in questa società è mostrare i propri pettorali, tatuaggi, il proprio fisico ed usarlo senza testa, è anormale rincorrere un pallone per divertimento e voglia di stare insieme.
Normale è coloro che fanno branco, che si sentono forti insieme, è anormale invece schierarsi da solo per difendere un amico contro tutto e tutti.
Normale fuggire da codardi, anormale è affrontare le ingiustizie. Ecco caro Willy, io non ti definisco normale, perché di normali in questo mondo ce ne sono tanti, tu sei ‘anormale’.
Anormale perché non hai girato le spalle a nessuno, hai difeso persone con carnagione di pelle diversa dalla tua, perché hai detto la tua.
Normale sarà anche un giudizio penale scontato…perché sappiamo bene caro Willy che la giustizia in Italia è ingiusta. Non ti conoscevo, ma per me sei un supereroe, sceso in questa terra per fare capire che il normale è sbagliato e che il diverso è bello.
Adesso vogliono cercare i colpevoli, ma se riflettiamo sappiamo tutti che ognuno di noi è stato normale…Sono anche io un po’ anormale come te.
Riposa in Pace Willy bello…”

Un messaggio che ci invita a non essere “normali”, a non avere paura, a ribellarci alle ingiustizie in questo mondo oggi sempre più incline all’odio e alla violenza gratuita.

Fonti di riferimento: Facebook/cathylatorrebologna

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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