Questa azienda di bidet paga quasi 9.000 euro per fare la cacca per tre mesi. Come candidarsi

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Non è uno scherzo: l’azienda statunitense produttrice di bidet Tushy cerca personale disponibile a testare i prodotti, essenzialmente espletando i propri bisogni (e facendo dei report a riguardo). E non personale qualsiasi, ma il vice presidente. Per questo la paga è di 10.000 dollari (quasi 9.000 EUR). No perditempo!

Un’incredibile offerta di lavoro è apparsa sul sito della compagnia Tushy, che riporta, come ogni annuncia di ricerca lavoro che si rispetti, una serie di caratteristiche che il candidato ideale (che occuperà il posto di vice presidente) deve dimostrare di possedere, nonchè una specifica delle mansioni.

Se da un lato alcune richieste rientrano tra quelle generalmente desiderate per una posizione gestionale, altre appaiono direttamente legate al contesto e nessun particolare titolo di studio appare imprescindibile (a parte, immaginiamo, il minimo richiesto dalla legge Usa).

In particolare il candidato deve inviare il proprio CV dimostrando di avere:

  • Età compresa 21-121 anni con esperienza “nel settore”
  • Ottime abilità comunicative legate al mondo delle feci
  • Abilità nella spruzzatura di precisione
  • Capacità gestionali
  • Conoscenza della Bristol Stool Scale (tabella medica usata per classificare le feci e di conseguenza rilevare anomalie, N.d.R.)
  • Capacità di stabilire priorità
  • Fiducia nella ‘Politica della porta aperta’ quando si discute di ciò che accade in bagno
  • Possibilità di installare bidet Tushy su una toilette standard
tusky cerca vicepresidente cacca

©Alimentary Pharmacology and Therapeutics

Il prescelto dovrà garantire:

  • Impegno minimo di 90 giorni complessivi al controllo e test dei bidet
  • Analisi e documentazione fedele delle proprie abitudini quotidiane relative ai propri bisogni
  • Interviste sulle abitudini relative ai propri bisogni a parenti e amici stretti
  • Test su altri prodotti Tushy per il bagno
  • Contenuti video per i social media
  • Test e chiarimenti sui più famosi luoghi comuni e falsi miti legati alla salute dell’intestino e del deretano
  • Produzione “considerevole”

Negli Usa l’utilizzo del bidet è ancora relativamente poco diffuso, anche se sembra che il lockdown imposto per via del coronavirus ne abbia fatto impennare le vendite. Così la compagnia Tushy, produttrice di diversi modelli, spesso water dotati di funzione lavaggio, scrive dettagliatamente i vantaggi di avere un bidet, che vanno dall’igiene personale al consumo di risorse, specificando come gli Usa, che rappresentano solo il 4% della popolazione mondiale, consumi il 20% della carta igienica  richiesta dall’interno Pianeta (dato ambientalmente inaccettabile).

Ed è forse proprio per questa “scarsa abitudine all’utilizzo”, l’azienda ha bisogno di un reparto dedicato, che ha chiamato ‘Fecal matters‘, e cerca personale disponibile ad effettuare test, a partire dal vicepresidente.

Il lavoro inizia il prossimo 22 luglio e il contratto dura tre mesi per una paga complessiva di 10.000 dollari (quasi 9.000 euro) e – forse inutile dirlo – è da svolgersi da remoto, presso il proprio water/bidet della ditta.

Tipologia di contratto? Non un comune part-time, ma un fart-time, a ritmo di peto (tutto deve essere coerente d’altronde).

Gli interessati devono affrettarsi, perché la posizione è aperta fino a venerdì 10 luglio.

Fonti di riferimento: Tushy / Tushy – offerta di lavoro / Alimentary Pharmacology and Therapeutics

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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