Vittoria! L’Unesco si rifiuta di considerare la corrida patrimonio culturale immateriale dell’umanità

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Noi già ci stupiamo che nel 2020 ancora esista la corrida e invece c’è anche chi ha proposto che questa pratica barbara fosse inserita nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Fortunatamente l’Unesco non ha accettato.

Inutile ricordarvi la crudeltà della corrida, uno spettacolo in cui si combatte (ad armi impari) con un toro, che esiste da secoli e che stenta a morire, nonostante le persone siano sempre più sensibili al benessere animale.

Durante questi mesi di pandemia, la corrida ha subito un brusco fermo e centinaia di tori si sono salvati. Nel frattempo però, questa estate, la Asociación Intergubernamental de la Tauromaquia ha inviato una richiesta all’Unesco facendo appello alla “situazione di emergenza” che stava vivendo la corrida in Spagna.

Che cosa si chiedeva? Di inserire la corrida nel patrimonio immateriale dell’umanità, ciò gli avrebbe concesso di essere salvaguardata. Una richiesta assurda che è stata prontamente combattuta da alcune associazioni internazionali riunite nella piattaforma La Tortura No Es Cultura (LTNEC) e anche con l’aiuto dell’hashtag #NoTauromaquiaEnUnesco che è diventato di tendenza sui social in Spagna, Portogallo, Colombia, Ecuador e Perù.

L’Ufficio di presidenza Unesco, che doveva discuterne a settembre, ha deciso di rinviare la questione alla riunione di ottobre, dove però l’argomento non faceva parte dell’ordine del giorno e, di conseguenza, la corrida non è stata inclusa tra i ‘fascicoli 2021 in corso’ che saranno presi in considerazione dal Comitato a dicembre.

Così ha commentato Marta Esteban, presidente di Ltnec:

“Sarebbe incomprensibile che mentre un organismo delle Nazioni Unite, il Comitato sui diritti dell’infanzia, solleciti a proteggere i più giovani dalla violenza della corrida, un altro organismo delle Nazioni Unite, in questo caso l’UNESCO, la elenchi tra i patrimonio immateriale dell’umanità da trasmettere a questi stessi bambini e giovani e sovvenzionandola con denaro pubblico. In questi tempi difficili che viviamo è fondamentale difendere le espressioni culturali che promuovono la vita, non la morte, e che facilitano la coesione della società, non il confronto tra cittadini che è il protagonista del dibattito sulla corrida”.

Di fatto la corrida non è stata neppure considerata tra i possibili beni immateriali protetti dall’Unesco. E come poteva essere altrimenti, sofferenza e violenza non possono essere in nessun caso considerate patrimonio dell’umanità!

Fonti: El Mundo / El diario

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, oli essenziali e fitoterapia, le sue passioni da sempre. Laureata in lettere moderne, con Master in editoria, ha poi virato le sue competenze verso il benessere olistico
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