L’ultimo della sua tribù incontattata: lo straordinario video dell’indigeno sopravvissuto solo in Amazzonia

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

L’ultimo della sua tribù. Vive isolato in un angolo di foresta, circondato dagli allevamenti e dalle piantagioni di soia nello stato brasiliano di Rondônia. Questo indigeno ha fatto capire chiaramente di non volere entrare in contatto con il mondo esterno.

Proprio a causa della mancanza di interazione, nessuno conosce la sua storia. Ma è probabile che la sua tribù sia stata sterminata da sicari al soldo di colonizzatori e allevatori.

A diffondere le straordinarie immagini dell’ultimo sopravvissuto di questa tribù incontattata dell’Amazzonia brasiliana è stato il FUNAI, Dipartimento brasiliano agli Affari Indigeni.

Dai suoi accampamenti abbandonati si sa di lui che coltiva mais, manioca, papaya e banane. Ma anche che caccia, scava buche profonde di circa due metri in cui conficca bastoni affilati per catturare gli animali. Costruisce capanne di paglia e canne e al loro interno scava una buca, probabilmente per proteggersi in caso di attacco.

ultimo tribu
© Survival

Il FUNAI è a conoscenza dell’esistenza dell’uomo all’incirca dal 1990, quando vennero trovate prove di capanne distrutte della tipologia da lui costruita.

Nonostante sia stato attaccato dai sicari nel 2009, è sopravvissuto grazie al lavoro del FUNAI che ha implementato l’ordine di protezione del suo territorio.

The Last of his Tribe from Survival International on Vimeo.

Ora, però, questa legge è in pericolo. La regione è una delle più violente del Brasile – situazione che potrebbe peggiorare ulteriormente con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali in Brasile il prossimo ottobre – e il budget del FUNAI è stato considerevolmente ridotto.

“Da anni Survival International, il movimento mondiale per i popoli indigeni, fa pressione sul governo affinché protegga il territorio di quest’uomo di fronte ai ripetuti tentativi degli allevatori della zona di invaderlo. Video come questo sono fondamentali nella lotta per difendere le tribù incontattate, i popoli più vulnerabili del mondo. Il FUNAI deve dimostrare che l’uomo è ancora in vita per mantenere l’ordine restrittivo che protegge la sua terra, altrimenti gli allevatori che circondano il territorio si muoverebbero in modo rapido e violento per appropiarsene”, spiega Surviavl International.

Ma quest’uomo, che nessuno di noi conosce e che ha perso praticamente tutto, incluso il resto del suo popolo, dimostra che è possibile sopravvivere e resistere al contatto. Ci auguriamo che i terribili crimini commessi contro questo uomo e il suo popolo non si ripetano mai più, che le loro terre vengano protette.

Leggi anche:

Sentinelesi: la storia della tribù più remota del mondo

Il primo contatto con il mondo esterno degli indigeni dell’Amazzonia

Le splendide immagini della tribù dell’Amazzonia in fuga dalla civiltà

Roberta Ragni

Immagini per gentile concessione del FUNAI

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
Mediterranea

Olio di oliva e materie prime a km0: come nasce una crema Mediterranea

Misura

In arrivo più di 13mila nuovi alberi in Italia, dai calanchi di Matera all’agricoltura urbana di Milano

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Naturale Bio

Tè matcha per restare in forma: come introdurlo nella propria dieta

Orto d’Autore

Come scegliere una marmellata buona e di qualità

Miomojo

Le borse vegan tutte italiane realizzate con “pelle di cactus” e scarti delle mele

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook