Ecco com’era il mondo 300 milioni di anni fa

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Circa 300 milioni di anni fa, nel Paleozoico, la distribuzione delle terre emerse non era quella attuale. Si ritiene che all’epoca ci fosse un unico continente, la Pangea, che includeva tutti gli altri. Oggi, se sulla carta ricostruissimo l’affascinante puzzle inserendo gli attuali confini, ecco la mappa che otterremmo.

C’era una volta un grande continente, dove Europa, Asia, Nord America, Sud America, Africa, India, Antartide e Australia erano una cosa sola. Era la Pangea, che secondo una serie di ricostruzioni, sarebbe nata circa 290 milioni di anni fa a partire da altri due supercontinenti: la Laurasia (supercontinente del nord) e la Gondwana (supercontinente del sud). Dalla frammentazione della Pangea dovuta alla tettonica delle placche, nacquero i continenti come noi oggi li conosciamo.

Ma se provassimo a fare il processo inverso, mantenendo intatti i confini dei vari stati del mondo? A farlo sulla carta è stato un artista, Massimo Pietrobon che ha creato una mappa coi confini politici moderni.

Molte delle nostre certezza sparirebbero. L’Italia sarebbe quasi un tutt’uno con la Tunisia, la Grecia confinerebbe con la Libia. La Gran Bretagna non sarebbe più un’isola ma confinerebbe con Francia, Norvegia e Irlanda. Gli Stati Uniti si affaccerebbero su Marocco, Mauritania, Senegal e Cuba.

In altre parole, gli abitanti di New York e Boston in poche ore potrebbero fare un salto a trovare gli amici di Casablanca. Il Canada si ritroverebbe a tu per tu con la Danimarca, il Portogallo e il Marocco. La Spagna e l’Algeria sarebbero unite.

Addio spiagge brasiliane. All’epoca, se il paese avesse avuto i confini attuali, non avrebbe avuto alcuno sbocco sul mare, confinando con la Namibia e la Liberia.

pangea politik

Per l’immagine ingrandita clicca qui

Per non parlare del Tibet che non sarebbe stato più collegato alla Cina ma all’Australia. Quest’ultima avrebbe circondato l’Antartide e si sarebbe trovata addirittura più a sud del continente ghiacciato.

Chiaramente si tratta di un gioco, di utopia, ma è utile a farci riflettere sul fatto che la posizione geografica, i confini, i paesi di appartenenza siano del tutto relativi…

LEGGI anche:

Francesca Mancuso

Foto: Massimo Pietobon

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Fairtrade

Le settimane Fairtrade del commercio equo e solidale: compra etico e scopri online l’impatto dei tuoi acquisti

Terranova integratori

Come rafforzare il sistema immunitario prima dell’inverno

Misura

“A Misura di verde”: al via il progetto che pianterà oltre 13mila alberi in Italia per combattere i cambiamenti climatici

Famas

Arriva la fibra di basalto per un isolamento performante

Cristalfarma
Seguici su Instagram
seguici su Facebook