Tampon Tax: IVA ridotta al 5% ma solo su tamponi e assorbenti bio

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Tampon tax, arriva finalmente l’annuncio della riduzione dell’IVA, ma nel tweet di ieri del Ministro Gualtieri che annunciava l’attesa novità di parla solo di “tamponi e assorbenti compostabili e biodegradabili” sui quali la tassa sul valore aggiunto scenderebbe dal 22 al 5%, meno di quanto proposto dall’emendamento bocciato nei giorni scorsi che prevedeva il 10%, ma su tutti i prodotti per l’igiene femminile.

Al momento si tratterebbe dunque solo di un annuncio, ma già sono montate le polemiche. Inoltre, al momento nessun riferimento a prodotti come coppette o assorbenti lavabili.

Ma andiamo con ordine. La Tampon Tax in Italia ha oramai storia lunga e paradossale. Era il 2018 quando la proposta di abbassare al 5% l’Iva per assorbenti, pannolini e coppette mestruali, fu avanzata in commissione Bilancio alla Camera dei Deputati. Allora l’idea fu gentilmente respinta.

Poi, per la seconda volta, nei primi mesi del 2019, la Camera respinse nuovamente la norma, dopo un rinvio e lunga discussione per un paventato “rischio sanzione da parte dell’Unione europea”. Nonostante la comunità europea avesse fatto sapere che non c’era nessuno ostacolo e nessuna sanzione.

Terzo round a novembre 2019  quando l’emendamento sottoscritto da 32 deputate della maggioranza e dell’opposizione era stato bocciato e, dopo qualche giorno, di nuovo riproposto.

Oggi, a margine dei lavori in commissione Finanze sul Decreto Fiscale, sarebbe stata raggiunta l’intesa per la riduzione dal 22% al 5% dell’Iva sugli assorbenti bio. L’emendamento verrà presentato alla ripresa dei lavori della Commissione Finanze sul Dl Fisco e prevedrebbe l’introduzione dell’imposta agevolata al 5% per i prodotti compostabili per l’igiene intima femminile. Si introdurrebbe, cioè, il requisito di biodegradabilità o compostabilità dei prodotti igienico-sanitari.

In tanti salutano questo abbassamento dell’Iva già come una piccola grande vittoria, in molti altri rimangono scontenti sui contenuti: visti i numeri di donne che ne fanno uso e visto il variegato mondo dei prodotti intimi femminili (partendo dagli assorbenti tradizionali – non bio, per intenderci – e finendo alle coppette e ai lavabili), non è eccessivamente riduttivo applicare la riduzione solo su assorbenti biodegradabili e compostabili?

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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