©David Fuentes Prieto/Shutterstock

Il nonno che si è tolto la vita perché non poteva vedere il nipotino è il simbolo della solitudine degli anziani al tempo del coronovavirus

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Tra gli effetti più devastanti del coronavirus, che aggiungono ulteriore sofferenza al già tanto dolore, vi sono i casi di suicidio. Oggi un nonno, disperato per non poter più vedere il nipote, ha deciso di togliersi la vita.

Si è gettato dalla finestra a Savona un nonno che, come tanti, in questo periodo di quarantena non poteva più avere la gioia di giocare con il proprio amato nipotino. Forse più fragile e sensibile di altri, l’anziano non ha retto la situazione e ha deciso di farla finita lasciando un biglietto struggente per spiegare il suo gesto:

“Non riesco a vedere il mio nipotino. Non ha più senso vivere così”

Probabilmente sapeva ed era cosciente che la situazione che stiamo vivendo è solo temporanea ma, privato del suo affetto più importante “qui e ora”, non ha saputo o voluto aspettare, si è fatto prendere dallo sconforto e ha compiuto un gesto da cui non si può più tornare indietro come racconta Il Secolo XIX

Purtroppo sono tanti gli anziani che stanno vivendo in solitudine questo periodo e che, proprio per questo, hanno deciso di togliersi la vita. Sempre a Savona nei giorni scorsi si è registrato il suicidio di altri due anziani che non hanno più voluto vivere in un modo che non riconoscevano come proprio, lontani dagli amici e dagli affetti, reclusi in casa con il peso dei propri pensieri.

La depressione è un effetto collaterale tra i più pesanti del periodo che stiamo vivendo, assolutamente da non sottovalutare e un problema che non colpisce certo solo gli anziani, anche se spesso le persone più avanti con l’età sono maggiormente vulnerabili.

Sulla situazione degli anziani e il rischio depressione è intervenuto Carlo Vittorio Valenti, direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze dell’ Asl 2 di Savona che a Il Secolo XIX ha dichiarato:

“Non bisogna sentirsi soli, è una fase passeggera, che verrà superata. Può accadere di sentirsi demoralizzati in questa situazione. Gli anziani non possono vedere figli e nipoti, ma torneranno a farlo. I centri di salute mentale sono sempre aperti e se la situazione è grave, gli operatori possono anche andare a casa. La disperazione del momento può essere affrontata con un supporto telefonico e anche per un breve periodo, atto a spezzare la situazione depressiva. È importante che le persone sappiano che può accadere di sentirsi demoralizzati in una situazione del genere. Ma è altrettanto importante cercare un aiuto, perché è superabile. La depressione è caratterizzata proprio dal fatto che la persona vede il tempo che si ferma senza più riuscire a guardare avanti. L’aiuto in questo caso rimette in moto il tempo e ristabilisce il giusto ordine delle cose”.

In tutta Italia sono molti gli psicologi e psicoterapeuti che, in questo periodo, stanno offrendo gratuitamente i loro servizi online per aiutare le persone a superare i momenti di difficoltà. Non bisogna aver timore di chiedere aiuto.

Non lasciamo soli i nostri nonni, facciamogli sentire sia pure da lontano la nostra presenza, cerchiamo di rassicurarli e, nel caso notassimo situazioni di solitudine particolari o altri campanelli d’allarme, mobilitiamoci in prima persona per cercare aiuto.

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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