Oggi è il St. Patrick’s Day: la storia del santo e perché oggi ci si veste di verde

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Il 17 marzo si celebra il St. Patrick’s Day, la festa irlandese per eccellenza. Si tratta di una ricorrenza molto sentita non solo in Irlanda, ma anche in tanti altri Paesi come il Canada e gli Stati Uniti, dove risiedono diverse comunità irlandesi. Negli ultimi tempi la Festa di San Patrizio è diventata molto popolare in tutto il mondo, trasformandosi in un’occasione per divertirsi e bere birra in compagnia degli amici. Quando in Irlanda il giorno il St. Patrick’s Day cade in coincidenza con l’inizio della Quaresima o con la Settimana Santa, le celebrazioni vengono anticipate o posticipate di qualche giorno.

Ma perché questa ricorrenza è diventata così amata anche in altri Paesi? E, soprattutto, chi era San Patrizio? Scopriamolo insieme.

La storia di San Patrizio 

Non tutti sanno che, in realtà, San Patrizio – vissuto tra tra il 385 e il 461 – aveva origini scozzesi e non irlandesi. Il suo vero nome era Maewyin Succat e la sua fu una storia turbolenta. All’età di 16 anni venne rapito da un gruppo di pirati irlandesi e venduto come schiavo. Proprio durante gli anni di prigionia, il giovane si convertì al cristianesimo e, una volta libero, decise di diventare diacono, prendendo il nome di Patrizio, per poi essere nominato vescovo. Tornato in Irlanda, Papa Celestino gli affidò il compito di evangelizzare le terre irlandesi e lui portò avanti quella missione con grande entusiasmo, favorendo la contaminazione tra elementi cristiani e tradizioni celtiche e pagane per rendere il messaggio evangelico accessibile a tutti. 

Patrizio rimase in Irlanda fino alla sua morte, avvenuta il 17 marzo del 461 a Saul. Non a caso è stata scelta questa data per la ricorrenza dedicata al patrono d’Irlanda. I primi festeggiamenti in onore del santo risalgono al nono e al decimo secolo, ma soltanto agli inizi del 1600 la festa di San Patrizio è stata inserita nel calendario liturgico. 

St. Patrick’s Day: i simboli e le tradizioni della ricorrenza

Come si festeggia il St. Patrick’s Day? In Irlanda e altrove nel mondo non mancano i brindisi che proseguono fino a notte fonda. Ogni anno si svolge a Dublino la principale sfilata, con centinaia di migliaia di partecipanti. La più grande parata del mondo ha luogo però a New York. Anche a Sydney, in Australia, i festeggiamenti per il giorno di San Patrizio sono molto sentiti.

Attorno alla Festa del santo patrono d’Irlanda ruotano diversi simboli e tradizioni:

  • Il trifoglio: secondo la leggenda San Patrizio utilizzò il trifoglio come simbolo della Trinità mentre si trovava in Irlanda per evangelizzare. 
  • Il colore verde: in realtà, l’iconografia tradizionale associava il colore blu, e non il verde, all’immagine del santo. Infatti i suoi paramenti nelle rappresentazioni figurative sono di colore blu. Ma con il passare del tempo il colore legato a San Patrizio e alla sua festa divenne il verde, in associazione al simbolo del trifoglio e all’Irlanda come isola verdeggiante. Da tradizione, in occasione della Festa di San Patrizio si usa indossare qualcosa di verde, che sia un cappello o un altro accessorio.
  • La birra: durante i festeggiamenti per il giorno San Patrizio non può mancare il classico brindisi con una buona pinta di birra, la bevanda nazionale irlandese. Il giorno della festa del patrono cade in coincidenza con l’inizio della Quaresima e quindi in passato era considerato l’unico in cui si era liberi dalle restrizioni e si poteva festeggiare, mangiando e bevendo liberamente. 
  • San Patrizio e i serpenti: secondo una delle leggende più conosciute, San Patrizio cacciò in mare tutti i serpenti d’Irlanda quando nel 441 il Santo trascorse 40 giorni e 40 notti sul monte Croagh Padraig e lo fece scagliando una campana dalle pendici del monte, che ora è una meta sacra di pellegrinaggio per i fedeli. Pare, infatti, che in Irlanda in effetti oggi non ci siano serpenti, ma è probabile che questi animali non abbiano mai vissuto nei territori irlandesi.

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
Seguici su Instagram
Seguici su Facebook