Il dramma svelato delle 629 spose bambine pakistane abusate, minacciate e vendute in Cina

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Pagina dopo pagina, i nomi sono tantissimi: 629 bambine e ragazze provenienti da tutto il Pakistan sono state vendute come spose a uomini cinesi e portate contro la loro volontà, in Cina. Lo rivela un’inchiesta in esclusiva di Associated Press che ha ottenuto l’elenco stilato da investigatori pakistani determinati a interrompere il traffico di persone.

Da luglio 2018 ad aprile 2019, sono state 629 le ragazze pakistane costrette a sposare uomini sconosciuti. Matrimoni che nascondo violenze, abusi, minacce e perfino prostituzione. Donne povere e vulnerabili. Le famiglie vendono le loro figlie per necessità. Secondo AP, gli intermediari cercano le vittime fuori dalle chiese evangeliche a volte anche con la complicità degli ecclesiastici.

Un giro d’affari da capogiro: i broker ricevono dal futuro sposo tra 4e 10 milioni di rupie (tra 23 e 58mila euro), mentre alla famiglia danno solo circa 200mila rupie (poco più di 1100 euro). Mentre i genitori sono impegnati a salvare le apparenze dicendo che il futuro suocero è un ricco cristiano convertito, queste ragazze vivono un vero e proprio inferno.

Costrette a lasciare la loro terra, gli amici e gli affetti, si ritrovano da sole ad affrontare un uomo mai visto. Ma non solo, non conoscono la lingua e vengono isolate in comunità rurali dove il loro compito diventa quello di essere mogli e madri. E la maggior parte di loro, sono adolescenti costrette a crescere troppo in fretta. Un sistema che va avanti da anni, che grazie ai controlli più serrati sta venendo alla luce, ma ciò non è abbastanza perché i funzionari si fermano sempre un attimo prima, per evitare di creare tensioni nei rapporti tra il Pakistan e Pechino.

A ciò si aggiunge il clima di terrore che vige su queste donne. A ottobre scorso, un tribunale di Faisalabad ha assolto 31 cittadini cinesi accusati di traffico perché le vittime hanno ritrattato le denunce per paura delle conseguenze.

“Nessuno sta facendo nulla per aiutare queste ragazze. L’intera sistema sta continuando a crescere. Perché? Perché sanno che possono cavarsela. Le autorità non indagano”, ha detto uno dei funzionari.

Ma secondo il ministero degli Esteri cinese che ha dichiarato di non essere a conoscenza dell’elenco:

“I due governi di Cina e Pakistan sostengono la formazione di famiglie felici tra i loro cittadini su base volontaria in conformità con le leggi e i regolamenti, mentre allo stesso tempo hanno tolleranza zero e combattono risolutamente contro chiunque si impegni in un matrimonio illegale”, ha detto il ministero in una nota inviata lunedì all’ufficio AP di Pechino.

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Spose ricattate e abusate

I cristiani sono presi di mira perché sono una delle comunità più povere del Pakistan che è a maggioranza musulmana. A capo del traffico ci sono intermediari cinesi e pakistani, ma anche ministri della chiesa che ricevono tangenti per sollecitare le famiglie a vendere le loro figlie.

Uno dei funzionari a capo dell’indagine ha affermato che molte delle donne che hanno parlato con gli investigatori hanno riferito di trattamenti per la fertilità forzata, abusi fisici e sessuali e, in alcuni casi, costrizione alla prostituzione.

A settembre, l’agenzia investigativa pakistana ha inviato al Primo Ministro Imran Khan un rapporto intitolato “Casi falsi di matrimoni cinesi”. Il rapporto, una cui copia è stata ottenuta appunto dall’AP, ha fornito dettagli sui casi registrati contro 52 cittadini cinesi e 20 dei loro associati pakistani in due città nella provincia orientale del Punjab – Faisalabad, Lahore – nonché nella capitale Islamabad.

Il rapporto afferma che la polizia ha scoperto due uffici matrimoniali illegali a Lahore, tra cui uno gestito da un centro islamico.

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Donne vendute come merci

La domanda di spose straniere in Cina è radicata nella popolazione di quel paese, dove ci sono circa 34 milioni di uomini in più rispetto alle donne – un risultato della politica del figlio unico che si è conclusa nel 2015 dopo 35 anni, insieme a una schiacciante preferenza per i ragazzi che hanno portato agli aborti delle bambine e all’infanticidio femminile.

“Il Pakistan non deve lasciare che le sue strette relazioni con la Cina diventino un motivo per chiudere gli occhi sugli abusi dei diritti umani contro i propri cittadini.È terrificante che le donne vengano trattate in questo modo senza che le autorità di entrambi i paesi, manifestino alcuna preoccupazione. Ed è scioccante che stia accadendo su questa vasta scala”, chiosa Omar Warriach, direttore delle campagne di Amnesty International per l’Asia meridionale.

Fonte e foto

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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