Sono più ecologici i Cd o gli mp3?

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I “cari” cd non sono neppure ecologici. Il responso è netto e lo dimostra lo studio LCA (analisi del ciclo di vita) commissionato da Microsoft e redatto dai ricercatori della Carnegie Mellon University e del Lawrence Berkeley National Laboratory. È molto più ecologico comprare la musica sul web (ad es. con iTunes, Amazon.com, Ibs, ecc): si usa una quantità inferiore di materiali ed energia, quindi si produce meno anidride carbonica e meno rifiuti.

Il segreto della musica digitale, similmente a tutte le tecnologie informatiche, è quello di realizzare la completa “smaterializzazione” del prodotto. Quando si scaricano gli mp3 si muovono bit invece che atomi e le emissioni derivano principalmente dall’energia elettrica spesa per tenere acceso il computer (400 gCO2/album). Nel caso di un cd acquistato in negozio si inquina ben 8 volte di più (3200 gCO2/album) perché dobbiamo considerare i materiali e l’energia per produrre il supporto fisico, il libretto e la custodia in plastica, oltre al carburante necessario per trasportare il prodotto finito nonché quello consumato dagli acquirenti per recarsi nell’esercizio commerciale.

Anche nel caso si decidesse di masterizzare il cd, e di inserirlo in una bustina di protezione, il consumo per la musica scaricata rimane nettamente inferiore (1300 gCO2/album).

Esistono comunque delle strategie per diminuire il costo ambientale dei cd. Infatti lo studio rivela che l’impatto più rilevante, almeno metà delle emissioni, è dovuto al trasporto, perciò si potrebbe considerare di fare le ordinazioni online, o meglio di andare a fare spesa a piedi o in bici. Invece nell’ottica del riuso-riciclo si dovrebbero acquistare cd di seconda mano, magari ai mercatini dell’usato o su e-bay.

Questo è vero anche per i dischi in vinile, per i quali non esistono analisi del ciclo di vita. La custodia in cartone è sicuramente più ecologica di quella in plastica dei cd ma, per contro, il PVC (cloruro di polivinile) dei dischi, è una plastica difficile da riciclare anche se con un po’ di fantasia, come abbiamo visto, si prestano alla grande ad un riciclo creativo, dal sapore un po’ nostalgico.

Marco Nosari

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