La storia di Orlando, malato di tumore “inoperabile” salvato dalla solidarietà dei suoi compaesani

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Solidarietà: i calabresi di Soverato tutti attorno a Orlando Fratto, 35enne malato terminale di tumore. Quella di andare a New York per sottoporsi a un’operazione con tecniche innovative era per lui l’ultima carta da giocare e i suoi concittadini non ci hanno pensato un attimo a mettere in moto la macchina di un aiuto concreto.

Accade qui, in questo piccolo paese della provincia di Catanzaro sullo Ionio calabrese, dove tutti si conoscono e tutti sanno della storia di Orlando che, malato di un sarcoma che lo ha colpito alla vescica e al retto, il 12 aprile scorso è arrivato alla Columbia University Medical Center della Grande Mela per scoprire di dover essere sottoposto a un intervento costosissimo che, con una nuova tecnica, potrebbe permettergli di sopravvivere, nonostante la diagnosi di “pochi mesi di vita”.

378 mila dollari, ossia oltre 300mila euro, il costo dell’operazione. E il paesino di poco più di 10mila abitanti, in pochi mesi ha raccolto 70mila euro solo per lui con un’associazione chiamata “Orlando il Guerriero Onlus”.

Un susseguirsi di mercatini e partite di calcio, di aste e di spettacoli di beneficenza, di lotterie e concerti. Le donazioni partite dalla Calabria ora si moltiplicano.

Una prima operazione si è avuta pochi giorni fa, con il 30% di possibilità di uscire vivo, per mano del chirurgo giapponese Kato Tomoaki, l’unico al mondo a sviluppare una tecnica di avanguardia per sconfiggere il sarcoma in casi estremi e che prevede l’asportazione degli organi interessati, nel caso di Orlando nell’addome, la loro pulizia completa dal tumore e il loro trattamento chemioterapico prima del reinserimento.

Ma di soldi ne servono ancora, perché per Orlando non finisce qui. I dottori, infatti, dichiarano che mancano ancora 100mila euro.

Dobbiamo avere ancora preventivo per chemioterapia e/o eventuali altre cure, per i due noduli polmonari e per la malattia in genere. Tutto ciò si vedrà però dopo la ripresa dell’intervento fatto all’addome. Solo allora i medici decideranno il da farsi. Nel frattempo, quando sarà dimesso per l’intervento fatto, [Orlando] dovrà rimanere a New York nell’attesa di essere trattato per il resto, periodo il quale dovrà nutrirsi sempre per via endovenosa. Tutto questo ha un costo perché ogni giorno oltre alla sacca che costa circa 200 dollari ci sarà un infermiere che dovrà andare a casa a collegare la sacca. Quindi, oltre alle cure mediche anche a domicilio, sarà necessario anche l”affitto di un posto pulito e sterile”, spiega la Onlus sulla pagina Facebook.

Per chi avesse desiderio di dare il proprio contributo, qui trova tutte le informazioni.

Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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