@Roberto Cazzaniga/Facebook

Smettiamola di fare ironia su Roberto Cazzaniga, è una vittima da difendere (e aiutare)

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Il volto di Roberto Cazzaniga, ex pallavolista della nazionale azzurra ed attuale capitano di Gioia del Colle, è ormai su tutti i giornali e non per i suoi successi sportivi, ma per una spiacevole vicenda. L’atleta è stato truffato da una donna, mai incontrata dal vivo, con cui ha creduto di essere fidanzato per 15 lunghi anni e che è riuscita a spillargli 700mila euro.

Dopo il servizio delle Iene – andato in onda ieri – che ha fatto luce sul caso, gli utenti del web si sono scatenati con offese, commenti sarcastici e altri al vetriolo. “Un genio contemporaneo” scrive qualcuno, “ma gli faranno un TSO?” commenta un altro utente, ma la lista è davvero lunghissima.

Una valanga di frasi che denotano mancanza di rispetto e soprattutto totale assenza di empatia e comprensione. Quasi nessuno, però, ha sottolineato come stanno davvero le cose, ovvero che Cazzaniga è soltanto una vittima di una truffa ben architettata. Ma procediamo con ordine ripercorrendo tutta questa surreale storia. 

La vicenda di Roberto Cazzaniga 

Cazzaniga era convinto di essersi fidanzato con una modella brasiliana di nome Maya, che però non aveva mai incontrato dal vivo. A presentargliela un’amica in comune di nome Manuela. Come svelato dal servizio delle Iene, la sedicente Maya utilizzava come foto quella della supermodella Alessandra Ambrosio (una delle testimonial di Victoria’s Secret).

L’atleta si è buttato a capofitto in questa relazione a distanza, durata 15 anni, mandando ingenti somme di denaro per pagare le cure per gravi problemi di salute (anche questi inventati). I due si sentivano telefonicamente, ma Cazzaniga ignorava realtà dall’altra parte del telefono non c’era nessuna Maya. Dall’altra parte della cornetta c’era Valeria, una donna di origini sarde a cui arrivano i soldi del pallavolista.

“Un giorno lui era su in camera, al buio. Lo vedo piangere, gli chiedo cosa abbia e mi dice che si è innamorato ma questa donna è in terapia intensiva per un’operazione al cuore e non può avvicinarsi all’ospedale perché si arrabbierebbe” ha raccontato il fratello di Roberto Cazzaniga ai microfoni delle Iene.

Per aiutare la donna Cazzaniga è arrivato anche al punto di chiedere dei prestiti. A fargli aprire gli occhi alcun amici e compagni di squadra e lo staff delle Iene che hanno scoperchiato il vaso di Pandora. Alla fine, come si vede nel servizio, Valeria ha vuotato il sacco ammettendo di essere complice della truffa insieme a Manuela e al suo fidanzato. 

“Ora è come se mi fossi svegliato da un coma e ho perso 15 anni della mia vita”: queste sono state le parole di Cazzaniga quando ha avuto la conferma che ha per anni aveva vissuto nella menzogna, sborsando anche migliaia di euro per una donna che non esiste. 

Aiutiamo Roberto a rifarsi una vita 

Come si può accettare una storia a distanza senza mai vedere l’altro partner per 15 anni? È la domanda che si fanno in tanti. Forse Roberto Cazzinga ha “peccato” di ingenuità, ma in tutta questa storia lui è l’unica vittima. Perché continuare ad infierire – come stanno continuando a fare molti – dandogli del fallito o consigliandogli un TSO? Cazziniga è un uomo che è stato clamorosamente raggirato e per rispetto dovremmo soltanto tacere sulla vicenda.

Per aiutarlo a riprendere in mano la sua vita è stata lanciata una raccolta fondi su Gofundme (finora sono stati donati circa 4mila euro) Ad avere l’idea Danilo Rinaldi, un amico ed ex compagno di squadra del pallavolista. 

Ho iniziato questa raccolta fondi con un obiettivo ben preciso: aiutare Roberto Cazzaniga a ricominciare una nuova vita, lontano da chi per 15 anni lo ha sfruttato senza alcuna pietà. – spiega Rinaldi –Nel nostro piccolo, possiamo aiutare Roberto a riprendere la sua vita in mano e poter iniziare finalmente a scrivere il proprio futuro. Il ricavato della raccolta fondi verrà interamente donato al nostro campione. 

Scusaci per la nostra mancanza di empatia, Roberto! Ti auguriamo di superare al più presto questa terribile tempesta.

Riceviamo e pubblichiamo ai sensi dell’ex art. 8 legge 47 del 1948 la dichiarazione rilasciata da Manuela Passero tramite il suo legale Luigi Bruno Peronetti:

La mia patocinata si professa assolutamente estranea aqualsivoglia responsabilità in ordine ai fatti “de quibus”, come verrà acclarato dall’Autorità Giudiziaria che, sempre, a quanto appreso da notizie di stampa, sta indagando sulla vicenda

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Fonti: Le Iene/Gofundme

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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