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Fra qualche decennio gli uomini supereranno le donne per numero (e questo è un problema)

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I ricercatori hanno previsto una significativa diminuzione delle nascite fra le donne: si tratta di un problema di portata globale che non deve essere sottovalutato.

Le propensioni culturali e sociali a preferire il figlio maschio alla femmina e la selezione del sesso del nascituro fatta prima della nascita stanno dando i loro frutti: gli scienziati, infatti, prevedono un deficit di almeno 4,7 milioni di nascite femminili entro il 2030; entro il 2100, ci saranno circa 22 milioni di neonate in meno rispetto ai maschietti.

Negli ultimi quarant’anni si è assistiti a una vera e propria ‘selezione naturale’ che ha portato il numero dei maschi a crescere a discapito di quello delle femmine: un esempio di questo è la selezione connessa alla politica del figlio unico imperante nella Cina degli scorsi decenni, che ha portato ad aborti e uccisioni delle bimbe appena nate. Secondo il rapporto delle Nazioni Unite sulla selezione del sesso prenatale, l’aumento di questa selezione è da attribuirsi anche ai matrimoni tardivi (che permettono magari la nascita di un unico figlio –con la preferenza per il maschio, ritenuto capace di portare maggiori entrate economiche alla famiglia) e alla diffusione di tecnologie di indagine prenatale (a partire dagli anni ’80) che permettono ai futuri genitori di ‘scegliere’ se tenere o meno una figlia femmina. Si tratta di una delle pratiche può barbare dei tempi moderni, insieme ai matrimoni infantili e alla mutilazione genitale femminile, stando al report.

La selezione del sesso non è un fenomeno nuovo, ma ha radici antiche e profonde: già nell’antica Sparta, alla nascita di un figlio, il padre poteva decidere se tenerlo o meno (e gettare il neonato da una rupe, condannandolo a morte certa) – e ovviamente le bambine erano quelle più sacrificate, perché costituivano solo una spesa per la famiglia e non una fonte di guadagno. Studi più recenti hanno dimostrato come, a causa della selezione del sesso, ‘manchino all’appello’ circa 45 milioni di bambine concepite fra il 1970 e il 2017 – il 95% delle quali in India e Cina.

Anche se i paesi maggiormente responsabili del calo delle nascite di bambine sono perlopiù asiatici, il problema in realtà è di portata globale: i ricercatori hanno messo a punto delle proiezioni incorporando dati sulle nascite provenienti da più di 200 paesi, ed è emerso che il trend attuale porterà ad una preponderanza del sesso maschile in più di un terzo della popolazione mondiale. Questo potrebbe portare a conseguenze sociali ed economiche imprevedibili – certamente sempre più giovani uomini incontreranno difficoltà nel trovare una compagna.

La grande sfida, adesso, è capire se la natalità maschile resterà compromessa nei paesi responsabili della selezione del sesso e se altri paesi potrebbero subirne le conseguenze in futuro. Trovare risposta a questi interrogativi è essenziale per anticipare e pianificare il futuro della nostra società.

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Fonte: BMJ

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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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