Coronavirus: premier Conte chiede proroga dello stato di emergenza fino al 31 ottobre

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Il Governo ha intenzione di prorogare lo stato di emergenza da coronavirus fino al 31 ottobre. Lo ha detto in diretta il presidente del Consiglio Giuseppe Conte riferendo al Senato. Al termine degli interventi ci sarà la votazione sulla risoluzione.

La proroga è una scelta inevitabile e obbligata. Il quadro resta preoccupante nel mondo e in paesi a noi vicini. Bisogna avere un’attenta vigilanza, per evitare nuovi contagi, soprattutto in vista della ripresa della didattica a settembre”, ha detto Conte.

Come sappiamo, la proroga consentirà al premier Conte di emanare decreti e DPCM in caso di nuovi focolai, istituire zone rosse e limitare la libertà dei cittadini qualora necessario.

“Per garantire un ritorno alla normalità e assistenza.Nessuna intenzione di creare un’ingiustificato allarmismo, ma anzi”, dice ancora il premier.

Lo stato d’emergenza (in scadenza il 31 luglio) attribuisce al governo e alla Protezione civile dei “poteri straordinari” o “speciali”. “ La proroga non sarà un rischio per il turismo, noi garantiamo un paese più sicuro per tutti”.

“La dichiarazione dello Stato di emergenza è prevista dal codice di protezione civile: la legittimità di queste previsioni è stata vagliata positivamente dalla Corte Costituzionale. Tra i poteri fondamentale è il potere di ordinanza, che consente norme in deroga a ogni disposizione vigente, nei limiti indicati dalla dichiarazione di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico e dell’Unione europea”, dice Conte. “La proroga è una facoltà espressamente prevista dalla legge ed è attivabile ove si renda necessaria la prosecuzione degli interventi. Questa esigenza si verifica quasi sempre. Lo stato di emergenza viene ordinariamente prorogato dal governo. Sarebbe incongruo sospendere bruscamente l’efficacia delle misure adottate se non quando la situazione è riconducibile a un tollerabile grado di normalità”.

Tra le misure che perderebbero effetto se non ci fosse la proroga dello stato d’emergenza “c’è anche il noleggio di navi per la sorveglianza sanitaria dei migranti e non sfugge a nessuno di quanto sia attuale il ricorso a questo strumento per un ordinato svolgimento della quarantena per la tutela della sanità pubblica”, sottolinea Conte durante il suo intervento. Così come, se lo stato di emergenza non fosse prorogato, “cesserebbe il coordinamento attribuito alla Protezione Civile così come decaderebbe i poteri straordinari assegnati ai soggetti attuatori, che nella maggior parte dei casi sono i presidenti di Regione. Verrebbe a cessare la sua funzione anche il Comitato tecnico scientifico”.

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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