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È iniziato il processo al centenario Josef Schuetz, ex guardia nazista accusata di aver contribuito alla morte di oltre 3mila ebrei e prigionieri

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È appena iniziato uno dei processi più attesi e controversi della storia tedesca. Sul banco degli imputati del tribunale di Brandenburg an der Havel, oggi è comparso Josef Schuetz, guardia delle SS e membro della nota brigata Totenkopf. L’uomo, che a novembre compirà 101 anni, si è presentato con un deambulatore, mentre il suo avvocato gli copriva il volto con una cartellina blu. Schuetz è considerato uno delle figure più spietate dell’era nazista.

Le accuse 

È, infatti, accusato di essere complice degli omicidi di di 3.518 prigionieri ebrei e sovietici, avvenuti tra il 1942 e il 1945 nel campo di concentramento di Sachsenhausen (a nord di Berlino), uno dei più grandi lager della Germania nazista. Si tratta della persona più anziana ad essere processata per crimini nazisti. 

Secondo l’accusa, Schuetz non si è macchiato personalmente di questi crimini, ma ha contribuito atti disumani attraverso il suo lavoro di guardia nel campo, dove gli ebrei e i prigionieri politici venivano costretti a lavorare fino alla morte o mandate direttamente a morire nelle camere a gas.

lager Sachsenhausen

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Il verdetto per Schuetz è atteso a gennaio e nei prossimi pesi sono previste circa 20 udienze, durante le quali verranno ascoltate anche alcune testimonianze dei sopravvissuti alla Shoah. Tra queste è attesa quella di Richard Fagot, deportato insieme alla madre dalla Polonia, quando la guerra stava ormai per finire. Tuttavia, l’ex guardiano delle SS non parlerà delle atrocità commesse.

Un processo fuori tempo 

“Fornirà solo informazioni sulla sua situazione personale” ha spiegato alla corte il suo avvocato Stefan Waterkamp. Ma Thomas Walther, legale che rappresenta diversi sopravvissuti alla ferocia del nazismo e parenti delle vittime, spera che Schuetz possa cambiare idea e parlare apertamente di ciò che avveniva in quel campo degli orrori. 

Per molti sopravvissuti, però, questo processo fatto a uomo sulla soglia dei 101 anni, è soltanto una farsa.

“La giustizia non si è interessata dei responsabili per anni. Ora sono tutti morti. Questo sarebbe dovuto accadere molto prima” ha commentato con l’amaro in bocca – ai microfoni dell’emittente pubblica tedesca RBB24 – Antoine Grumbach, noto architetto francese che ha perso suo padre nel campo di Sachsenhausen. 

Come non dare torto a chi ha vissuto sulla propria pelle la spietatezza del regime nazista? 

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Fonte: RBB

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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