Cambio ora solare e legale, addio dal 2021. I singoli Stati potranno decidere quale orario mantenere

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Fine del cambio dell’ora dal 2021. Oggi, dopo anni di dibattiti, il Parlamento Ue sostiene la proposta di abolire il passaggio dall’ora solare a quella legale in tutta Europa. Anche se per i prossimi due anni dovremo ancora portare avanti gli orologi a marzo, dal 2021 quest’abitudine da alcuni poco amata, sarà eliminata.

Il deputati europei infatti hanno votato per porre fine al cambio stagionale dell’ora a partire dal 2021. Con 410 voti a favore, 192 contrari e 51 astenuti, è passata la risoluzione legislativa grazie alla quale diremo addio al doppio orario.

Il testo approvato oggi rappresenta dunque la posizione del Parlamento nei futuri negoziati con i ministri dell’Ue per la formulazione definitiva della normativa.

Ora legale o ora solare? Saranno i vari stati membri a decidere il proprio fuso orario, stabilendo se mantenere in vigore l’ora solare o quella legale.

Quando sposteremo le lancette per l’ultima volta

Realisticamente, i paesi che decideranno di mantenere l’ora legale dovranno regolare gli orologi per l’ultima volta il 28 marzo 2021 mentre quelli che utilizzeranno l’ora solare li sposteranno l’ultima domenica di ottobre 2021, precisamente il 31.

In ogni caso, le decisioni dei singoli paesi dovranno essere coordinate con la Commissione in modo da rendere il passaggio meno traumatico, evitando di creare problemi per l’economia del mercato interno all’Unione.

“Se la Commissione ritiene che le disposizioni previste per l’orario possano ostacolare in modo significativo e permanente il corretto funzionamento del mercato unico, può presentare una proposta per rinviare la data di applicazione della direttiva di un massimo di 12 mesisi legge nel testo adottato.

Il testo adottato oggi è la posizione del Parlamento sui negoziati con i ministri dell’UE sulla formulazione finale delle norme. A febbraio 2018 il Parlamento aveva invitato la Commissione a valutare la direttiva sugli accordi relativi all’ora legale e, se necessario, a presentare una proposta di revisione.

Durante l’estate dello stesso anno, le autorità europee avevano chiesto il parere dei cittadini europei, che si erano espressi a favore dell’abolizione del passaggio dall’ora legale a quella solare.

La consultazione, avvenuta online dal 4 luglio al 16 agosto 2018, aveva ricevuto 4,6 milioni di risposte da tutti i 28 Stati membri, il più alto numero mai avuto in qualsiasi consultazione pubblica della Commissione. Cifre alla mano, l’84% degli intervistati si era detto favorevole al fastidioso cambio. In particolare più di tre quarti (76%) degli intervistati aveva fatto sapere che spostare le lancette degli orologi due volte all’anno fosse un’esperienza “molto negativa” o “negativa”

In seguito alla valutazione delle risposte, la Commissione ha presentato la proposta, poi concordata tra il Parlamento e i ministri dell’UE. Da lì in poi, l’iter si è più volte arenato visto che non tutte le parti chiamate in causa erano d’accordo. .

Pro e contro

Da una parte recuperare un’ora la sera per lo svago e il riposo post-lavorativo e avere la possibilità di dormire un’ora in più senza svegliarsi quando è ancora buio è una prospettiva allettante.

Dall’altra, se ogni stato potrà decidere il tipo di ora (legale o solare) da adottare, potremmo correre il rischio di dover spostare le lancette viaggiando per l’Europa.

Secondo la Commissione, gli scambi transfrontalieri subiranno anche un amento dei costi e vi sarà un generale abbassamento della produttività nel mercato interno per beni e servizi.

E in Italia?

La Francia si è già espressa. I cugini di recente hanno votato per mantenere l’ora legale per sempre attraverso una consultazione indetta dall’Assemblea nazionale. Il 59.17% dei francesi ha scelto l’ora legale.

L’Italia deve ancora decidere se scegliere l’una o l’altra. Voi cosa votereste? Preferite l’ora legale o quella solare?

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Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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