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Dall’infanzia difficile alla guerra del Biafra: chi è davvero Ngozi Okonjo-Iweala, prima donna e prima africana direttrice della WTO

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Un evento storico: Ngozi Okonjo-Iweala, 66 anni, nigeriana naturalizzata statunitense, sarà la nuova direttrice generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (World Trade Organization – WTO). È la prima volta che una donna ricopre tale prestigioso ruolo, che non è mai spettato a una persona originaria del continente africano. Ma chi è davvero questa donna? In pochi hanno parlato della sua difficile storia…

La nuova leader della WTO entrerà nell’esercizio delle sue funzioni  il 1° marzo 2021. La scadenza del suo mandato, rinnovabile, è fissata al 31 agosto 2025. La sua nomina − caldamente sostenuta dal presidente USA Joe Biden, dalla Cina, dal Giappone, dall’Australia, dall’Unione Africana e dall’Unione Europea − è stata formalizzata lo scorso 15 febbraio dai 164 stati membri dell’organismo internazionale con sede a Ginevra.

La nomina arriva quando il sistema del multilateralismo commerciale deve affrontare una miriade di sfide che vanno dalla pressione per riformare la WTO al crescente protezionismo a una recessione globale causata da una pandemia.

Chi è Ngozi Okonjo-Iweala

Dopo aver studiato economia negli Stati Uniti, ad Harvard, e conseguito il dottorato al MIT (Massachusetts Institute of Technology), è diventata un’economista di fama mondiale. Specializzatasi in economia dello sviluppo, è stata per due volte ministro delle Finanze della Nigeria e ha guidato la diplomazia nigeriana per due mesi.

Dal 1982 e per ben 25 anni, Okonjo-Iweala ha lavorato alla Banca Mondiale in qualità di economista dello sviluppo fino a ricoprire la carica di consigliere delegato; nel 2012 era sul punto di presiederla, ma ha avuto la meglio il coreano-americano Jim Yong Kim. Fino allo scorso dicembre Okonjo-Iweala ha diretto la Gavi, organizzazione internazionale che garantisce accesso e distribuzione dei vaccini a livello globale (e in particolare ai PVS) e che ora contribuisce alla distribuzione internazionale dei vaccini per il coronavirus.

Un’infanzia difficile

La sua passione per lo sviluppo della Nigeria e dell’Africa è nata dal conflitto. Ha trascorso la sua prima infanzia con sua nonna nel villaggio di Ogwashi-Ukwu nello stato del Delta. I suoi genitori, entrambi accademici specializzati rispettivamente in statistica matematica ed economia e sociologia, avevano ricevuto borse di studio per studiare in Germania, il che significava lasciare la piccola Okonjo-Iweala da sua nonna.

“I paesi si stanno allontanando dall’uso di combustibili fossili e persino i giganti del petrolio stanno spostando investimenti nelle energie rinnovabili, quindi, come paese, dobbiamo anche iniziare a cambiare la nostra struttura mentale perché arriverà un momento in cui potremmo non essere in grado di esportare il nostro olio”, spiegava al Forbes prima di diventare la guida della WTO.

Quando aveva nove anni, sapeva già cucinare, andare a prendere la legna per il fuoco e altre cose pratiche. La sua istruzione è stata interrotta dalla guerra del Biafra in Nigeria.

La guerra del Biafra

“Siamo stati in guerra per tre anni e questo è stato qualcosa che mi ha davvero aperto gli occhi. È iniziato quando stavo appena entrando nella mia adolescenza. È stato un periodo straziante, due dei tre anni in cui non sono andata a scuola. I miei genitori hanno perso tutto, compresi tutti i risparmi di una vita perché erano dalla parte del Biafran. Mangiavo un pasto al giorno e i bambini morivano. Quindi, ho imparato a vivere in modo molto fugace. Dico spesso che posso dormire su un pavimento di fango così come su un letto di piume ed essere molto comodo. Mi ha reso qualcuno che può fare a meno delle cose nella vita a causa di quello che abbiamo passato “, afferma Okonjo-Iweala.

“Mangiavo un pasto al giorno e i bambini morivano. Ho imparato a vivere in maniera molto frugale. Dico spesso che posso dormire altrettanto bene su un pavimento di fango o su un letto fatto su misura. Questo mi ha reso una persona che può andare avanti senza alcune cose nella vita, a causa di quello che ho vissuto”.

La guerra del Biafra, che ha causato più di un milione di vittime nigeriane mezzo secolo fa, ha avuto un impatto indelebile su Okonjo-Iweala.

Il rapimento della mamma

Racconta anche un incidente in particolare, che è stato uno dei più traumatici della sua vita.

“Mia madre è stata rapita e trattenuta per cinque giorni quando ero ministro delle finanze. I [rapitori] pensavano che uccidermi sarebbe stato troppo misericordioso e volevano paralizzarmi per il resto della mia vita. Quando combatti persone potenti che sono corrotte, reagiscono in modi molto pericolosi “, dice Okonjo-Iweala in un’intervista a FORBES AFRICA a novembre scorso, da Washington DC.

Durante tutto il calvario, Okonjo-Iweala ha mantenuto la sua posizione con il sostegno di suo padre ed è stata in grado di esercitare una pressione sufficiente affinché i rapitori liberassero la madre di 83 anni illesa.

Le priorità della nuova direttrice

Nel suo intervento alla Sessione Speciale del Consiglio Generale della WTO, Okonjo-Iweala ha annunciato che nel corso del suo incarico sarà prioritario lavorare con gli stati membri per trovare soluzioni concrete ed adeguate alle devastanti conseguenze economiche e sanitarie dell’attuale pandemia da Covid-19. In particolare, ha ribadito la necessità di garantire un accesso universale, non solo per i paesi ricchi ma anche per i più poveri, ai vaccini, alle cure e agli strumenti di diagnosi contro il Covid-19.

Ha anche sottolineato l’importanza di “colmare i divari”, come il divario digitale tra paesi in via di sviluppo e i paesi sviluppati, per ottenere una ripresa globale più sostenibile e inclusiva.

Inoltre, in un’intervista alla CNN, ha dichiarato che l’organizzazione deve riformarsi, riconfigurarsi e riposizionarsi nel contesto globale per affrontare le nuove grandi sfide commerciali ed economiche del nostro presente. Negli ultimi anni, abbiamo infatti assistito ad un aspro confronto commerciale tra Stati Uniti e Cina, due potenti economie mondiali che si facevano guerra tra tariffe protezionistiche e quote alle importazioni, con conseguenze disastrose per lo sviluppo del commercio globale.

Fonti: WTO/Guardian/ Forbes

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Donatella Vincenti. Laureata in Lingue e Scienze Politiche, nel 2017 ha conseguito un dottorato alla Luiss sulla transizione ecologica nel mondo arabo-islamico. Nel 2015 ha curato la rubrica "Green Islam" per la webradio Radio Bullets.
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