Nemonte Nenquimo, la leader indigena che lotta per salvare l’Amazzonia è tra le 100 persone più influenti del 2020

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Da anni si batte per le terre ancestrali, contro le industrie e le compagnie petrolifere che vogliono distruggere la foresta e depauperare le risorse delle comunità indigene, adesso il nome di Nemonte Nenquimo è nella lista stilata da Time delle 100 persone più influenti del 2020 per la sua costante lotta per l’ambiente.

Nemonte è una leader indigena ecuadoriana ed è presidente del Consiglio di coordinamento della nazionalità Waorani di Pastaza (Conconawep), elogiata anche da Leonardo DiCaprio, la donna dà voce ai popoli indigeni e difende la sua comunità da agricoltori, allevatori, lobby petrolifere e minerarie.

“Nemonte vive la sua battaglia e conversare con lei significa essere testimoni di una rara chiarezza di intenti. Ricordo che una volta mi disse che non si sarebbe arresa. Che avrebbe continuato a combattere. Che avrebbe continuato a difendere la foresta che ama dalle industrie e dalle compagnie petrolifere che la divorerebbero. Ha mantenuto la parola data e continua ad essere una voce e una sostenitrice della sua comunità. La causa di Nemonte è  la nostra causa. Sono fortunato ad averla incontrata, e sono ancora più fortunato ad aver imparato da lei”, ha detto Leonardo DiCaprio.

Sempre sotto attacco, le tribù indigene stanno soffrendo molto anche per la minaccia Covid-19. In particolare i Waorani devono fare i conti anche con la crisi ecologica in Amazzonia.
Il riconoscimento di Nemonte va a tutta la tribù.”Un onore per la lotta di tutti i popoli indigeni dell’Amazzonia e in difesa dei nostri diritti, dei nostri territori”.
Anche se la strada è tutta in salita, la voce delle tribù indigene è finalmente ascoltata. Con la loro cultura, le tradizioni, le terre ancestrali, gli indigeni sono un importante pilastro culturale e Nemonte Nenquimo è una donna che ha dimostrato coraggio e tenacia.

La leader si batte contro le trivellazioni, le miniere e disboscamento e lotta per proteggere 180mila acri di foresta vergine nel nord-est dell’Ecuador. Il suo nome significa ‘costellazione’. Suo nonno era un leader che difendeva quello che oggi è conosciuto come il Parco Nazionale di Yasuní, una delle foreste pluviali più ricche di biodiversità della Terra.

“Quando ero bambina, mio ​​padre mi diceva che mio nonno amava molto la foresta. Quell’amore mi è stato trasmesso. La giungla mi ha dato libertà, forza. Sono rimasta scioccata quando ho visto con i miei occhi l’impatto delle compagnie petrolifere sul territorio. Non conoscevano le conseguenze delle fuoriuscite di petrolio nei fiumi, conosco casi di bambini che muoiono a causa di questo”, ha spiegato la leader.

Nemonte Nenquimo in un’intervista all’Huffpost dice che ‘il capitalismo vuole sempre divorare, devastare. Se usciamo per difendere la nostra vita, la nostra casa, siamo in pericolo. La mia famiglia è molto grande. Mio nonno aveva tre mogli, 20 figli. Nel territorio siamo una larga maggioranza.  Non sono sola, non ho paura di morire, ma se muoio è per il bene del futuro’.

Fonte: Time/Huffpost

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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