È morto Nelson Mandela: l’Africa lo ricorda con rispetto e gratitudine, tra musica e preghiere

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Dopo il dolore, ecco le danze, il rispetto, la profonda gratitudine, la musica e la preghiera. Ecco come l’Africa ricorda Nelson Mandela, il simbolo della lotta per la conquista dei diritti delle minoranze, colui che ha dedicato la propria esistenza, fin da giovanissimo, a porre fine all’apartheid.

Forse non tutti sono a conoscenza della sua prima battaglia. Nelson Mandela, a soli 22 anni, si era opposto al matrimonio combinato organizzato per lui dal capo Thembu Dalindyebo, in nome della propria libertà e dei diritti civili di tutti gli uomini. La sua avventura contro il regime dittatoriale sudafricano, che negava ogni diritto alla popolazione nativa – la maggioranza – iniziò dalla fuga a Johannesburg e dalla scelta di studiare Legge.

Dopo l’annuncio della morte di Nelson Mandela, centinaia di persone si sono riunite attorno alla sua casa di Johannesburg, per ricordare l’uomo che ha donato loro la libertà. Per la popolazione africana, Nelson Mandela era e sarà sempre un leader spirituale e morale. La sua scomparsa, all’età di 95 anni, ha portato ad una celebrazione pacifica, ricca di musica, immagini e spiritualità.

Una fotografia di Nelson Mandela è stata posata in modo simbolico ai piedi di un albero e attorno ad essa sono stati deposti numerosi mazzi di fuori dai presenti. Mandela ha rappresentato un esempio formidabile di generosità di spirito e umanità. Ha permesso che il potere passasse dalla minoranza bianca alla maggioranza africana. Da Presidente, ha dimostrato capacità incomparabili nel guidare uno Stato come il Sudafrica.

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fonte foto: news.com.au

Era nato nel 1918, in una famiglia aristocratica. Ma il suo rango non lo ha fermato nella lotta per rivendicare i diritti dei più deboli. Durante gli studi universitari incontrò gli attivisti che lo accompagnarono nella lotta politica: Ruth First, Joe Slovo and Harry Schwarz. Le sue azioni a favore del popolo africano hanno permesso di fermare un sistema politico e sociale basato sulla segregazione e sulla repressione razziale che vietava ogni diritto, dalla possibilità di votare, all’ingresso in un parco, ai viaggi in autobus.

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fonte foto: dailymail.co.uk

Grazie ad una combinazione di forza, modestia e sensibilità, ha reso possibile un cambiamento totale. Ora che Mandela ha abbandonato il suo popolo e il mondo, ricordarlo con una delle sue numerose frasi celebri non sarebbe sufficiente. È stato un maestro di cambiamento, ha insegnato a tutti i popoli che una svolta è possibile, grazie alle azioni e alla perseveranza. Per questo le parole non bastano e ogni messaggio di ricordo, comunque dovuto, suona vuoto. Dobbiamo diventare protagonisti del cambiamento. Mandela ci chiede di vivere con maggior coraggio, impegno, dedizione e voglia di rischiare per cambiare il mondo.

Marta Albè

Fonte foto: news.co.au

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Life Coach, insegnante di Yoga e meditazione. Autrice del libro “La mia casa ecopulita” edito da Gribaudo - Feltrinelli editore.
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