Nasrin Sotoudeh, l’avvocatessa per i diritti umani pagherà le sue battaglie con 38 anni di carcere (e 148 frustate)

Nasrin Sotoudeh

Nasrin Sotoudeh è stata condannata ad altri 33 anni di carcere e 148 frustate. Ѐ arrivata la pesantissima sentenza contro la più famosa avvocatessa iraniana per i diritti umani. Già in galera da giugno scorso, l’avvocato, inizialmente condannato a 5 anni, adesso dovrà scontarne altri 33. In aggiunta subirà violenze fisiche con 148 frustate.

La sua colpa? Quella di aver protestato contro la pena di morte e di aver incitato le donne a togliersi il velo. A denunciarlo è stato anche il marito Reza Khandan. La donna, che ha scelto di rimanere nella Repubblica islamica per difendere le sue conterranee e i loro diritti, oggi si trova a fare i conti con una lunghissima condanna.

Sotoudeh ha rappresentato donne che hanno protestato contro l’obbligo di indossare il velo.

“Nasrin Sotoudeh ha dedicato la sua vita a difendere i diritti delle donne e a parlare contro la pena di morte”, ha detto Philip Luther di Amnesty International. “È assolutamente oltraggioso che le autorità iraniane la stiano punendo per il suo lavoro sui diritti umani”.

Secondo quanto riferito dal suo legale, le accuse mosse contro l’avvocatessa riguardano la diffusione di informazioni contro lo stato, insulti al capo supremo dell’Iran e spionaggio, ma anche propaganda contro il sistema, partecipazione al movimento contro la pena di morte, incitamento delle donne a togliersi il velo e ad azioni immorali.

Chi è Nasrin Sotoudeh?

A 55 anni, Nasrin Sotoudeh è uno dei pochi avvocati rimasti in Iran per difendere i diritti umani ed è tra i 7 imprigionati lo scorso anno. Prima dell’arresto, a giugno, stava rappresentando alcune donne arrestate per essersi mostrate in pubblico senza il velo.

Nasrin ha affrontato 9 accuse in due processi, uno dei quali si è svolto senza la sua presenza. È anche un’ex prigioniera politica: tra il 2010 e il 2013 è stata imprigionata con l’accusa di diffondere propaganda e cospirazione per danneggiare la sicurezza dello Stato. Dal canto suo, ha negato ogni accusa e mentre era in carcere il Parlamento europeo le ha addirittura assegnato il premio Sakharov per la libertà di pensiero.

“La magistratura iraniana sta punendo Sotoudeh per aver cercato di sostenere lo stato di diritto e il diritto ad una difesa equa nei casi che coinvolgono imputati che affrontano accuse politicamente motivate”, ha dichiarato Hadi Ghaemi, direttore esecutivo del Centro per i diritti umani in Iran (CHRI). “La magistratura iraniana si sta facendo beffe di ogni nozione di giustizia in Iran”.

Privata della propria libertà solo per aver difeso le più deboli.

La petizione

Amnesty International ha lanciato una petizione per spingere il governo iraniano a rilasciare immediatamente la donna.

Ѐ possibile firmarla qui.

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Francesca Mancuso

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