Questa multinazionale ha distrutto senza scrupoli cimiteri e luoghi sacri delle tribù indigene vietnamite per produrre gomma

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Le immagine riprese dal drone sono scioccanti e mostrano tutta la desolazione delle terre ancestrali sfruttate e disboscate

I villaggi indigeni della provincia di Ratanakiri in Cambogia, da anni attendono che la società  vietnamita Hoang Anh Gia Lai (HAGL) che coltiva la gomma, restituisca le terre sacra, come stabilito in un accordo del 2015. Invece, nel mese di marzo, il colosso ha effettuato ampie operazioni di smantellamento delle terre destinate alla comunità attraverso un processo di demarcazione guidato dal governo. La maggior parte di questa area è stata sgomberata e bruciata mentre le comunità indigene erano rifugiate nella foresta per proteggere dalla diffusione di COVID-19.

Nella provincia di Ratanakiri, una regione rurale e poco sviluppata che confina con le Highlands centrali del Vietnam, HAGL ha creato sconfinate piantagioni di gomma. Trascinato in tribunale per la prima volta nel 2014 per aver violato le leggi indigene, secondo una dichiarazione di Inclusive Development International (IDI), a marzo HAGL ha sgomberato i terreni che avrebbe dovuto essere restituiti a 12 comunità indigene nell’area come parte di un processo di mediazione, ma ha fatto terra bruciata di tutto ciò che c’era.
Le comunità indigene, tra cui i popoli Jarai, Tampoun, Kachok e Kroeung, hanno perso così il loro territorio e di conseguenza hanno subito impatti devastanti sui loro mezzi di sussistenza, pratiche culturali e stili di vita.

“Mentre le comunità aspettavano la ratifica ufficiale di questa mediazione da parte del Ministero dell’Agricoltura, che era stato ritardato a causa di COVID-19, la società ha demolito due montagne spirituali, zone umide, aree di caccia tradizionali e cimiteri”, ha detto il gruppo. “Sono state distrutte foreste di vecchia crescita e sono stati causati danni irreparabili a terre di inestimabile valore spirituale per le comunità”.

Le terre ancestrali si trovano in quattro villaggi: Muoy, Inn, Mas e Kak. Le immagini satellitari mostrano un’area bruciata e desolata, dove non ci sono più alberi, né vegetazione.

terre indigene

@Inclusive Development International

“Quando la società distrugge la terra, distrugge la connessione degli indigeni con la natura. Le foreste spirituali sono molto importanti per gli indigeni, poiché siamo molto poveri. Le foreste spirituali sono il nostro mercato tutto è lì: fauna selvatica, cibo, fiumi, quindi non abbiamo bisogno di comprare nulla”, ha spiegato Mong Vichet, vice direttore esecutivo della Highlanders Association, una ONG con sede a Ratanakiri dove c’è una forte componente indigena.

“La pagoda è un luogo di culto religioso per il popolo khmer, ma la mia gente crede negli spiriti che abitano le foreste e le montagne. Ora che la compagnia ha liberato la nostra montagna degli spiriti, non abbiamo posto per pregare e gli spiriti saranno molto arrabbiati con i nostri abitanti del villaggio per aver permesso che ciò accadesse ”, ha affermato Sev Suen, un rappresentante della comunità del villaggio di Kak. “La distruzione di questi luoghi sacri da parte di HAGL è straziante e il fatto che questa società abbia utilizzato la copertura di una pandemia globale per liberare illegalmente più terre indigene è particolarmente eclatante”, ha affermato David Pred, direttore esecutivo di Inclusive Development International.

Come dicevamo, nel 2014 le tribù avevano presentato un reclamo ufficiale sollevando una serie di preoccupazioni ambientali e sociali sulle operazioni di HAGL in Cambogia, inclusi impatto sulle risorse idriche e sulle risorse ittiche, perdita di terra, mancanza di compensazione. Nel marzo 2019, il processo ha portato il governo provinciale di Ratanakari a raccomandare al ministero dell’Agricoltura, delle foreste e della pesca che 724,3 ettari di terra dovevano essere restituiti alle comunità locali.

Dopo varie revisioni, a conclusione del processo, HAGL ha accettato di restituire 20 villaggi spirituali e due cimiteri ai villaggi. Tuttavia, le comunità hanno richiesto il ritorno di tutte le 64 aree che erano state delimitate, tra cui montagne spirituali, cimiteri,  colture  (zone umide) e aree di caccia, dove il colosso aveva già piantato la gomma.

Peccato però che la HAGL abbia distrutto tutta la foresta e abbia causato danni irreparabili a terre di inestimabile valore spirituale per le comunità.

Fonte: Inclusive development international

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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