“Sono malato, non sarei un buon senatore”: José ‘Pepe’ Mujica dice addio alla politica

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Ne abbiamo parlato più volte per il suo modo di fare politica sempre un passo indietro, tra le fila dei più deboli. Ora José ‘Pepe’ Mujica, l’ex presidente dell’Uruguay, il rivoluzionario tranquillo che – anche quando era al potere – era rimasto a vivere in campagna conducendo una vita lontana dal capitalismo e dal consumismo, ha deciso di dire addio alla sua vita politica uruguaiana. Il motivo sarebbero le sue condizioni di salute.

Alla guida del paese tra il 2010 e il 2015, Mujica già qualche mese fa aveva rinunciato al suo stipendio da senatore. Ora, dopo aver votato alle elezioni amministrative, ha comunicato ai giornalisti che lascerà la politica il prossimo ottobre.

Amo la politica e non vorrei andarmene, ma amo di più la vita. E visto che mi manca poco da vivere, cerco di allungare i minuti che mi rimangono – ha asserito, evidenziando la sua malattia immunologica cronica. Se devo prendermi cura di me stesso, non posso parlare, non posso andare da una parte, non posso andare dall’altra, sono un cattivo senatore”.

Pepe Mujica ha attualmente 85 anni ed è stato presidente dell’Uruguay nel periodo 2010-2015. Dopo aver occupato la Presidenza, è stato eletto senatore alle elezioni del 2014. Si è dimesso da quest’ultima carica il 14 agosto 2018, ritirandosi dall’attività politica come governante per dedicarsi all’attivismo popolare.

Mujica è entrato a far parte del Movimiento de Liberación Nacional-Tupamarosnel 1964, con il quale ha partecipato a diverse operazioni di guerriglia, mentre lavorava nella sua fattoria. È stato arrestato quattro volte e, due volte, è evaso dal carcere di Montevideo a Punta Carretas. Il suo ultimo periodo di detenzione durò tredici anni, tra il 1972 e il 1985. Fu uno dei leader di Tupamaro che la dittatura civico-militare prese come “ostaggi”, il che significava che sarebbero stati giustiziati se la sua organizzazione avesse ripreso le azioni armate.

Ci sono cose del passato che devi portare in uno zaino e portarle in giro. E ci sono conti che nessuno paga, né dovresti nemmeno provare a riscuoterli, perché se non lo fai, non vivrai avanti. La cosa importante nella vita è domani”, lasciò detto in una delle sue tante interviste.

In quella condizione, segnata dall’isolamento e da dure condizioni di detenzione, Mujica rimase undici anni.
Dopo il ritorno alla democrazia, fu rilasciato beneficiando della Legge 15.737 dell’8 marzo 1985, che ha decretato un’amnistia per i crimini politici, comuni e militari a questi collegati, commessi a partire dal 1 gennaio 1962.
Alcuni anni dopo l’apertura democratica creò, insieme ad altri leader del MLN e altri partiti di sinistra, il Popular Participation Movement (MPP), all’interno del Fronte Largo. Nelle elezioni del 1994 è stato eletto deputato a Montevideo.

Il 25 ottobre 2009 Mujica ha vinto con un voto vicino alla metà del totale dei voti validi, che gli è valso a vicere il secondo turno delle elezioni (ballottaggio) contro Luis Alberto Lacalle il 22 novembre. Quel giorno fu eletto presidente con una percentuale superiore al 52% dei voti espressi.

Fonte: La Verdad  / Diario el popular

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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