Il Movimento riparte dall’ambiente e rilancia la “stella del green” (per non scomparire?)

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Un ministero per la transizione ecologica e uno per i giovani, oltre alla riduzione dei sussidi ambientalmente nocivi e un mucchio di altri punti green che delineerebbero una politica di governo decisamente ambientalista. È il programma presentato da Beppe Grillo, garante dell’M5S, che in un post snocciola 10 punti 10 che finora ci sembravano solo roba da Jacinda Ardern.

E no, non siamo in Nuova Zelanda. Con il suo “le fragole sono mature” a chiusura dell’elenco dal titolo “In alto i profilipubblicato sul blog delle stelle (a voler richiamare le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’incaricare Mario Draghi), Grillo pare voler fare proprio quello che fino a ieri la sua maggioranza al governo ha pensato per vie solo superficiali (e solo grazie al ministro Costa): dare spazio alla salvaguardia dell’ambiente.

L’idea di un ministero per la transizione ecologica l’aveva lanciata a Mario Draghi Rossella Muroni, deputata LeU ed ex presidente di Legambiente, da sempre impegnata sul fronte climatico e ambientale. E ora inaspettatamente Beppe Grillo propone una vera e propria rivoluzione green, nel tentativo di occupare politicamente un fronte lasciato troppo a lungo scoperto e che invece all’estero raccoglie sempre più consensi.

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 “Creare un ministero per la transizione ecologica – annuncia – Come? Fondere in un ministero per la transizione ecologica gli attuali ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico. Come hanno fatto Francia e Spagna, e altri Paesi. E poi nominare ministra/o un persona di alto profilo scientifico e di visioni”, scrive Grillo.

E così il garante del Movimento 5 Stelle sciorina uno ad uno i provvedimenti essenziali poche ore prima dell’incontro con il presidente incaricato (tra domani e dopo domani si dovrebbe chiudere il quadro delle consultazioni).

Ecco i punti dal blog:

  • Creare un ministero per la transizione ecologica: fondere in un ministero per la transizione ecologica gli attuali ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico. Come hanno fatto Francia e Spagna, e altri Paesi. Nominare ministra/o un persona di alto profilo scientifico e di visioni
  • Energia al ministero per la transizione ecologica: dare la competenza della politica energetica al nuovo ministero per la transizione ecologica o almeno all’eventuale superstite Ministero dell’ambiente. Come è in Francia, Svizzera e altri paesi
  • Consiglio superiore per lo sviluppo sostenibile: creare anche in Italia, come in Germania, Francia e altri paesi, un Consiglio superiore per lo sviluppo sostenibile con pochi membri, in numero dispari tra 5 e 9, composto di personalità di altissimo profilo scientifico, nominate dal presidente della Repubblica per un lungo mandato (5-10 anni). Una specie di “Corte suprema per lo sviluppo sostenibile”. Con valore consultivo, ma con grande autorevolezza e intensa comunicazione pubblica
  • Ministero per i giovani: creare un ministero per i giovani per coordinare tutte le attività a loro favore. L’Italia ha in Europa i massimi livelli di disoccupazione, emigrazione e povertà giovanili
  • Gemellaggio One Planet Summit: l’Italia dovrebbe anche gemellarsi con l’iniziativa della Francia che si chiama One Planet Summit e che riunisce ogni anno a Parigi i maggiori attori pubblici e privati della finanza mondiale che si impegnano per finanziare la transizione ecologica. Proporre di fare il prossimo One Planet Summit a Roma, e i successivi in altre capitali europee, coinvolgendo così l’intera Europa
  • Scrivere nella Costituzione “lo sviluppo sostenibile”: esplicitare nell’articolo 2 e 9 della Costituzione i principi di responsabilità generazionale e ambientale modificandoli in questo modo:Art.2
    La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale anche nei confronti delle generazioni future. Promuove le condizioni per uno sviluppo sostenibile.
    Art.9
    La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica [cfr artt. 33, 34]. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Riconosce e garantisce la tutela dell’ambiente come diritto fondamentale.
  • Meno imposta società benefit: ridurre alle “società benefit e a quelle che lo diventino l’imposta sul reddito d’impresa dall’attuale 24% (ora uguale per tutte le imprese) – al 20% per grandi “società benefit, es. con più di 5 milioni di fatturato) – al 15% per “PMI società benefit”. Se grandi società come ENEL, ENI, Barilla, etc diventassero Benefit, sarebbe una rivoluzione. Es. Danone è una “società benefit”

  • Ridurre sussidi ambientalmente nocivi: calendarizzando la riduzione con urgenza. Con ammortizzatori tecnici/fiscali/sociali per le categorie svantaggiate (es. agricoltori). La Commissione europea ci dice: volete spendere i nostri 80 miliardi per ridurre l’impatto ambientale, ma state spendendo i vostri 20 miliardi con sovvenzioni che lo aumentano

  • Garanzia giovani: se dopo 4 mesi dal compimento dei 18 anni un giovane non ha né lavoro né studio (NEET) offrirgli:

    • a) corsi di formazione
    • b) praticantati
    • c) denaro o buoni d’acquisto
    • d) finanziamento per start-up. Più favorevole se startup eco-sociale
  • Fondo pensioni:

Creare un fondo pensioni complementari per la transizione ecologica vincolato a:

– comprabile solo da abitanti italiani

– investe solo in aziende e fondi sostenibili

Versando in questo fondo gli anziani potrebbero fare qualcosa di collettivo a favore delle generazioni dei loro figli e nipoti. Fondo garantito da Cassa depositi e prestiti.

Ora, non sta a noi dare un’opinione squisitamente politica, ma è questo un programma che tutto sommato a noi piace, poco importa se fino a ieri non ci avevano pensato o sono adesso soltanto proposte lanciate per restare nel gioco di governo.

Ma non c’è più tempo…

“Non è più tempo di considerare l’ambiente una variabile indipendente, quando le scelte in campo ambientale sono centrali. Non è più tempo di dimostrare sensibilità e impegno su singoli temi, c’è bisogno di un’azione concertata per rispondere alla sfida climatica, alla perdita di biodiversità e allo spreco di risorse naturali”, lo aveva detto in tempi non sospetti anche il WWF, chiedendo appunto l’istituzione del ministero della transizione ecologica.

Era il 5 Settembre 2019.

Chi è disposto una volta per tutte a giocarsi davvero e sul serio la carta “verde”?

Fonte: Beppe Grillo blog

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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