Moby si candida come Presidente degli Stati Uniti? Tutta la verità

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Cinque minuti per pensarci e poi via verso la candidatura a presidente degli Stati Uniti. Uno strano post è comparso nel profilo Instagram del cantante e musicista vegano Moby che annuncia di voler essere il futuro inquilino della Casa bianca.

Cosa avranno pensato i suoi followers è tutto da scoprire, c’è chi dice sia uno scherzo, chi una provocazione, chi in fondo ci spera un po’. Quel che è certo è che Moby fa un lungo elenco delle cose che non è e che non farà qualora diventasse nel 2020 presidente degli Stati Uniti.

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Esordisce così:

“Ci ho pensato per circa 5 minuti e ho deciso di candidarmi come Presidente. Tenete a mente che sono completamente non qualificato (ma ciò non ha impedito a Trump o GW Bush di diventare presidenti), non pubblicherò raccolte fondi e non raccoglierò denaro e non penso assolutamente che dovrei essere il futuro presidente”.

Oltre 20mila followers hanno interagito. Soprattutto perché dopo aver attirato l’attenzione, Moby vegano da oltre trent’anni e molto attento alle tematiche ambientali e animaliste, ha posto il punto della questione, ovvero quello di parlare di alcuni problemi che affliggono la società americana (ma non solo).

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“Perché sovvenzioniamo industrie che fanno ammalare la gente (tabacco, allevamento, produzione di petrolio, ecc.)? Perché facciamo ammalare la gente e poi spendiamo miliardi di dollari per curarla?, ancora, Perché abbiamo un collegio elettorale anti-democratico? Perché Puerto Rico non è uno stato? Perché incoraggiamo le persone a costruire immobili nelle zone alluvionate?”

Moby da tempo attacca l’amministrazione Trump, quindi non è certo un mistero che conduca una battaglia del tutto personale contro l’attuale presidente. “Non concorrerò di certo, ma chiunque sarebbe un presidente migliore di Trump che passerà alla storia come il peggior presidente eletto nella storia degli Stati Uniti”.

Il presidente che nega i cambiamenti climatici, il surriscaldamento globale, che blocca le frontiere, che regala le terre ancestrali delle tribù incontattate alle multinazionali, che non sostiene la biodiversità, che parla solo di petrolio e profitti, non sta molto simpatico a Moby.

Ricordiamo che di recente, il cantante ha messo in vendita la sua villa di New York e il denaro è stato destinato agli animali, ha aperto un ristorante senza scopo di lucro e i ricavi sono evoluti sempre alla causa animalista.

“Di sicuro concorrerò per le elezioni solo finché non dovrò mettere in piedi una campagna elettorale e finché nessuno voterà per me. Il vostro voto è importante, quindi per favore non sprecatelo con celebrità o candidati di terze parti”.

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Dominella Trunfio

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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