Maturità 2013: l’ecologia di Capra fra le tracce

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L’ecologia scientifica entra finalmente tra le tracce della maturità. I 500 mila studenti alle prese in queste ore con il tema di italiano hanno trovato, tra le varie tracce, anche una contenente una citazione di Fritjof Capra: “Tutti gli organismi macroscopici, compresi noi stessi, sono prove viventi del fatto che le pratiche distruttive a lungo andare falliscono. Alla fine gli aggressori distruggono sempre se stessi, lasciando il posto ad altri individui che sanno come cooperare e progredire.

La vita non è quindi solo una lotta di competizione, ma anche un trionfo di cooperazione e creatività. Di fatto dalla creazione delle prime cellule nucleate, l’evoluzione ha proceduto attraverso accordi di cooperazione e di coevoluzione sempre più intricati‘.

Capra è un fisico austriaco di 74 anni che nel 1975 è diventato famoso con il saggio “Il Tao della Fisica“, un libro nato da una ispirazione quasi mistica arrivata in un pomeriggio di fine estate mentre l’autore era seduto in riva all’oceano.

La citazione riportata nella traccia della maturità 2013 invece proviene da “La rete della vita” (pubblicato in Italia da Rizzoli nel 2002), libro in cui Capra mette in discussione i modelli scientifici classici come quelli di Newton e Darwin. Secondo Capra, infatti, bisogna guardare al mondo con una visione complessiva.

Visione che ha punti di contatto con la teoria della complessità, la teoria di Gaia e le teorie del caos: non si può comprendere la natura studiandone le singole parti o i singoli esseri viventi ma bisogna, al contrario, studiare i “sistemi viventi” che altro non sono se non le reti su cui si fonda la vita stessa.

Fisica, biologia, chimica e persino la psicologia non possono più procedere per strade separate perché fallirebbero il colpo non riuscendo a descrivere le interconnessioni tra gli esseri viventi.

Un approccio del genere è fortemente ecologista, tanto è vero che Capra è noto anche per le sue critiche al capitalismo globale incurante dello sfruttamento delle risorse. Nella “rete della vita” di Capra, infatti, i “grandi del mondo” che sfruttano le risorse dei piccoli stanno facendo del male anche a sé stessi.

Ne deriva un abbozzo di teoria economica diversa, basata ancora una volta sulle reti: “economic networks”, in cui non esiste lo scarto perché viene trasformato in materia. Mentre l’energia non viene più dalle fonti fossili ma dalle rinnovabili, sole in testa.

In questo discorso Capra non lesina critiche persino alcommercio equo e solidaleche altro non è se non una forma di solidarietà ai più poveri che, però, non fa altro che perpetrare gli stessi errori che hanno causato la povertà.

Peppe Croce

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