In Bangladesh la sentenza storica che abolisce la parola vergine dai moduli matrimoniali

donne bangla

Una sentenza storica a favore dei diritti delle donne bengalesi che non saranno più obbligate a dichiarare il proprio stato di verginità nei moduli di registrazione del matrimonio. La parola sarà sostituita con “non sposata”.

A stabilirlo è la Corte suprema del Bangladesh che abolisce la parole “vergine” nei moduli matrimoniali e la dicitura sarà sostituita appunto con “non sposata”. Le altre due ovvero”vedova” e “divorziata”, rimangono invariate.

Nello specifico, la Corte stabilisce che la parola “kumari” che viene usata sia per descrivere le donne non sposate, ma può anche significare “vergine”, dovrà essere rimossa e sostituita con “obibahita” che inequivocabilmente vuol dire ‘donna non sposata’.

Le modifiche dovrebbero entrare in vigore a ottobre, quando la decisione della corte sarà pubblicata ufficialmente.

“È una decisione fondamentale, un enorme passo avanti per i diritti delle donne”, ha dichiarato Aynun Nahar Siddiqua, un avvocato.

Ho celebrato molti matrimoni a Dacca e mi è stato spesso chiesto perché gli uomini avessero la libertà di non rivelare il proprio status e le donne no. Ma non era una decisione nelle mie mani purtroppo”, ha spiegato Mohammad Ali Akbar Sarker, “suppongo che questa domanda non mi verrà più posta”.

Come si è arrivati a questa decisione?

Il tutto è nato da un team di avvocati che hanno accolto l’istanza di un gruppo per i diritti delle donne. Nel 2014 il gruppo aveva posto la questione in tribunale sostenendo che i moduli fossero umilianti e che violassero la privacy delle donne. Nei giorni scorsi, è arrivata la sentenza storica.

I gruppi per i diritti delle donne hanno accolto con favore il verdetto della corte che ha dichiarato che anche gli uomini d’ora in poi, dovranno dichiarare il loro stato civile.

Piccoli passi avanti, ma la strada è ancora tutta in salita perché in Bangladesh continua ad esserci un elevato numero di spose bambine costrette dalla famiglie a sposare uomini molto più grandi. Sono storie di infanzia negata che abbiamo raccontato tante volte, per questo i gruppi per i diritti delle donne continuano la loro battaglia per garantire a tutte dignità e potere di scelta.

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Dominella Trunfio

Giornalista professionista, laureata con lode in Scienze Politiche e con un master in Comunicazione Pubblica e Politica. Vincitrice di due premi giornalistici per la realizzazione di due documentari. A settembre 2017 pubblica "Appunti di antimafia. Breve storia delle azioni della ‘ndrangheta e di quelli che l’hanno contrastata".
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