Marocco, la nuova carta di identità elettronica obbliga solo le donne a dichiarare il loro stato civile

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In Marocco arriva la nuova carta d’identità elettronica ma secondo le Ong impegnate a tutelare la parità di genere, c’è un grosso problema di discriminazione. Lo ha evidenziato l’ADFM, Associazione democratica delle donne del Marocco, pubblicando un post su facebook, accompagnato dal commento:

Un’altra legge di discriminazione diretta contro le donne… Avviso dell’assemblea democratica delle donne del Marocco sulla legge 20-04 sulla carta d’identità nazionale elettronica.”

La legge, pubblicata sul Bollettino ufficiale, indica l’obbligo di segnalare lo stato civile optando fra 3 possibilità: moglie, vedova o vedovo, ma non c’è alcun riferimento a “sposo o marito”. Secondo l’ADFM non è un caso, ma potrebbe essere un modo per consentire agli uomini di nascondere eventuali matrimoni favorendo la pratica della poligamia.

E anche se così non fosse, secondo l’associazione, si tratta comunque di una distinzione tra cittadini e cittadine: perché le donne per fare la carta d’identità devono dichiarare se sono sposate e gli uomini no?

Si tratta pertanto di una legge discriminatoria contraria alla stessa Costituzione che prevede l’uguaglianza di tutti i cittadini, sottolinea l’ADFM che chiede a gran voce una revisione del testo, in modo che le donne non siano obbligate a dichiarare il proprio stato civile.

FONTI: Facebook

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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, redattrice web dal 2008 e illustratrice dal 2018, ha pubblicato per Giochidimagia Editore "Il sogno attraverso il tempo". Con SpiceLapis ha realizzato "Memento Mori, guida illustrata ai cimiteri più bizzarri del mondo".
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