La leggenda del giorno della marmotta

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Oggi 2 febbraio si celebra il Giorno della marmotta, una tradizione originaria del Canada e celebrata negli Stati Uniti ma ormai diffusa in tutto il mondo. Ecco perché questa giornata è speciale.

Noto anche come Groundhog Day, il Giorno della marmotta festeggia questo simpatico animale e in particolare un esemplare di marmotta americana, Marmota monax, un roditore della famiglia Sciuridae.

Il primo Giorno della marmotta venne festeggiato a Punxsutawney, in Pennsylvania, il 2 febbraio 1887.

Secondo la tradizione, quel giorno si deve osservare il rifugio di una marmotta per sapere se il resto dell’inverno sarà mite o se sarà freddo. Se essa uscirà e non riusciremo a vedere la sua ombra perché il sole è nascosto dalle nuvole, significa che l’inverno è agli sgoccioli. Al contrario, se la giornata sarà soleggiata e si vedrà dunque l’ombra della marmotta, ci saranno ancora sei settimane di freddo. A quel punto, la marmotta, spaventata dalla sua stessa ombra, tornerà di corsa nella sua tana indicandoci che l’inverno non è affatto finito e che ci aspetta ancora un mese e mezzo di gelo.

La tradizione deriva da una rima scozzese:

«If Candlemas Day is bright and clear, there’ll be two winters in the year».

«Se alla Candelora il cielo è limpido, ci saranno due inverni nell’anno».

Anche dalle nostre parti, il giorno della Candelora per tradizione viene considerato l’inizio della fine dell’inverno.

“Per la santa Candelora
se nevica o se plora
dell’inverno siamo fora;
ma se l’è sole o solicello
siamo sempre a mezzo inverno”

recita un antico proverbio popolare, riferito al rituale della Candelora, introdotto dal patriarca di Roma Gelasio intorno all’anno 474 d.C., in sostituzione della cerimonia pagana dei Lupercali.

Perché gli americani e i canadesi celebrano la festa della marmotta?

In realtà,le origini del Groundhog Day possono essere fatte risalire ai primi cristiani in Europa. Essi credevano che il giorno della Candelora – il punto a metà strada tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, ossia il 2 febbraio – le condizioni chiare e soleggiate coincidessero con un inverno rigido e freddo. Al contreario, i cieli nuvolosi annunciavano l’arrivo di temperature più calde.

I tedeschi adottarono la tradizione, che fu portata negli Stati Uniti e adattata da un gruppo di immigrati di lingua tedesca che arrivò in Pennsylvania tra il XVII e il XVIII secolo.

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Anche se ormai è riconosciuto da tutti che sia solo un mito, l’usanza si è tramandata fino a oggi.

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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