Le tradizioni di Natale più curiose e bizzarre del mondo

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Natale, stessa ricorrenza, tradizioni diverse. Scopriamo insieme come si festeggiano le feste natalizie in alcune parti del mondo. Alcune sono davvero bizzarre!

Il Natale è una festività piena di tradizioni e riti e ogni parte del mondo lo festeggia a modo suo. Decorare l’abete con piccole palline colorate, fettine d’arancia o biscotti; scrivere la letterina a Babbo Natale e aspettare che ci lasci un regalo scendendo dal caminetto o mangiare panettone e/o pandoro, sono solo alcune delle nostre usanze a cui ormai siamo abituati e ci sembrano normali. Ma come si festeggia il natale in altre parti della Terra? Ci sono alcune abitudini che vi stupiranno.

Sequestrare i genitori in Serbia

©Estrada Anton/Shutterstock

Genitori sentitevi fortunati di non essere in Serbia a Natale. La tradizione serba prevede che due domeniche prima del 25 dicembre, i bambini debbano rapire la madre e legarla a una sedia e chiederle in cambio della libertà dei regali. Dopo si fa la stessa cosa con il padre. Ora sappiamo quali sono i bambini che ricevono per primi i regali natalizi.

Ded Moroz, il Babbo Natale russo

©Olga_Kuzmina/Shutterstock

Ded Moroz può essere tradotto come “il nonno gelo” o “il nonno delle nevi” ed è colui che porta i regali ai bambini in Russia e negli altri paesi dell’Est Europa. A differenza di Babbo Natale, indossa vestiti blu (in alcuni casi anche rosso e bianco); al posto delle renne viene trainato da tre cavalli e non scende da nessun caminetto, ma suona il campanello e aprendo i bambini devono cantare altrimenti userà il suo bastone per congelarli.

Questo nonno è nato a Veliki Ustiug, una città della provincia di Vologda che si trova al nord del Paese. Non viene aiutato degli elfi ma ha al suo fianco la sua nipotina Snegúrochka, ovvero “la principessa delle nevi”. Insieme distribuiranno i doni il 31 dicembre.

Lettura della foglia di coca in Perù

©Ralph Eshelman/Shutterstock

Il Natale in Perù è un miscuglio di tradizioni culturali preispaniche e rituali cristiani, e la prova di ciò è la lettura della foglia di coca che in alcune zone del Perù si fa alla fine della cena natalizia per scoprire cosa riserverà il futuro.

Nella visione del mondo andina, la coca è un veicolo tra gli esseri terrestri e gli dei. La lettura della foglia di coca è un metodo di divinazione che veniva praticato già in epoca Inca nelle zone andine del Perù e della Bolivia. Si dice che solo un discendente delle Ande abbia il dono di leggerle. Canti, luci colorate, panettone (il Perù è il secondo consumatore al mondo del dolce milanese) si mescolano insieme agli elementi della cultura Inca per festeggiare il Natale.

Barche di noci e scarpe volanti in Repubblica Ceca

©Daisy Kate/Shutterstock

Se siete in Repubblica Ceca non vi spaventate se vedete delle scarpe che volano. Qui, durante la vigilia di Natale, le donne single si mettono con le spalle verso la porta della loro casa e gettano una scarpa all’indietro. Se la scarpa atterra con la punta rivolta verso la porta, significa che troveranno l’amore, ma se cade in direzione della casa, significa che chi l’ha lanciata rimarrà single per un altro anno.

Invece per capire chi avrà la vita più lunga, i cechi fanno delle barchette con dei gusci di noce, mettono una piccola candela sopra e aspettano che si spenga. Il proprietario della barca la cui candela impiega più tempo a spegnersi sarà colui che vivrà di più.  

L’albero di Natale con la ragnatela in Ucraina

©VICHAILAO/Shutterstock

L’Ucraina è un paese in cui la religione più diffusa è quella ortodossa e quindi, seguendo il calendario giuliano (noi usiamo quello gregoriano), si celebra il Natale il 7 gennaio. Per decorare lo “Yalynka” ovvero l’albero di Natale, gli ucraini – dopo aver appeso le palline, luci e altre decorazioni – lo ricoprono con una ragnatela.

Questa tradizione ha avuto origine da un’antica leggenda popolare, di cui circolano molte versioni. La più famosa è quella che racconta la storia di una povera vedova con bambini piccoli che non avendo i soldi per comprare le decorazioni da mettere sullo Yalynka, lo decorò usando alcune cose che aveva in casa, come noci e frutti. Quella notte, mentre tutti dormivano, un gruppo di ragni che erano sull’albero tessette un’enorme ragnatela che ricoprì tutto l’albero. La mattina dopo, il primo raggio di sole trasformò la ragnatela in fili d’oro e d’argento.

Krampus, il diavolo di Natale in Austria

©Calin Stan/Shutterstock

Questa sembrerebbe una tradizione più di Halloween che di Natale. In Austria Babbo Natale premia i bambini che sono stati buoni; mentre Krampus – un demone che vaga per le strade – si porta nel suo sacco quelli che si sono comportati male.

Senza dubbio, essere un bambino cattivo in Austria può avere conseguenze disastrose e incubi per molte notti. Immaginatavi quanti ragazzi si divertono a travestirsi da Krampus per spaventare i più piccoli in questo periodo!

Natale o Genna in Etiopia 

©Piu_Piu/Shutterstock

Anche in Etiopia viene ancora utilizzato il calendario giuliano, quindi il Natale viene celebrato il 7 gennaio. Qui durante la vigilia di Natale molte persone digiunano fino all’alba, preparando l’anima e il corpo per la celebrazione.

La festa di Genna inizia alle 4:00 del mattino in chiesa. Per andare a messa ci si veste di bianco o, come per la maggior parte delle etiopi, si indossa un abito tradizionale chiamato shamma, formato da un tessuto di cotone bianco con strisce dai colori vivaci alle estremità e indossato come un mantello. La messa dura circa tre ore e poi il digiuno viene finalmente interrotto con un piatto chiamato doro wat che viene accompagnato da injera e tej, un vino locale a base di miele.

In Etiopia si racconta che quando i pastori udirono la notizia della nascita di Cristo, furono così felici che iniziarono a giocare con dei bastoni, per questo motivo nel pomeriggio si gioca a Yágenna Chewata, un gioco simile all’hockey. Anche se i regali hanno un peso culturale decisamente minore che in Europa, i bambini possono ricevere da Yágena Abãt (Babbo Natale) dei vestiti nuovi.

Jólabókaflód, diluvio di libri in Islanda

©Biggunsband/Shutterstock

Anche se non rientra tra le tradizioni bizzarre, l’abbiamo inclusa nell’elenco per la sua grande bellezza. A Natale in questa parte del mondo c’è un vero e proprio diluvio di libri. A dicembre, gli islandesi acquistano tanti libri, molti dei quali poi diventeranno regali il ​​24 dicembre. Quello che viene dopo è pura gioia e divertimento: passare la vigilia e il giorno di Natale leggendo.

Senza dubbio questa è una delle tradizioni che più ci piace! L’Islanda è un paese in cui il miglior regalo che si possa ricevere è un libro, specialmente a Natale. Questa tradizione è anche un ottimo modo per promuovere la lettura, non a caso è uno dei paesi più alfabetizzati al mondo. (LEGGI anche: Jólabókaflód, la splendida tradizione islandese di regalare libri alla vigilia di Natale)

Regalare mele in Cina

©PLA0081/Shutterstock

In Cina, il 25 dicembre non è un giorno festivo. Le loro vacanze arriveranno dopo, durante il capodanno cinese. Babbo Natale esiste principalmente nei centri commerciali. Ma è nata di recente una tradizione 100% Made in Cina: regalare le mele.

Il suono della parola cinese mela (píngguǒ 苹果), è molto simile al suono della parola che indica la vigilia di Natale (平安夜 píng’ān yè) e che potrebbe essere tradotta come “notte di salute e pace”. Per questo motivo regalare una mela diventa un modo per augurare buona fortuna. In questo modo è nata una tradizione. Mentre noi andiamo alla ricerca del regalo perfetto, gli amici cinesi si scambiano mele e tanti auguri.

Una sola festa, tante forme di festeggiare

Come vedrete ci sono tante forme diverse per festeggiare il Natale e forse chi ci osserva da altre parti del mondo trova le nostre tradizioni un po’ bizzarre.

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Comunicatrice sociale specializzata in giornalismo ambientale e terzo settore, un master in Comunicazione Ambientale e uno in Innovazione Sociale. In greenMe ha trovato il suo habitat ideale.
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