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Decisione storica: il Messico depenalizza l’aborto, le messicane non saranno più incarcerate per abortire

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Con una sentenza che segna un precedente per la legalizzazione dell’aborto in tutto il Paese, la Corte Suprema di Giustizia annulla la detenzione per l’interruzione volontaria della gravidanza, che era ancora valida in alcuni stati del Messico.

Un precedente storico in Messico per il diritto di decidere. La Corte Suprema di Giustizia della Nazione (SCJN) ha depenalizzato l’aborto dopo una giornata storica in cui tutti i ministri nella sessione plenaria hanno votato all’unanimità. Pertanto, le donne incinte che decidono di interrompere volontariamente la loro gravidanza non saranno più perseguite penalmente o portate in carcere.

D’ora in poi non sarà possibile perseguire alcuna donna che abbia abortito nei casi considerati da questa corte (…) comincia una nuova via di libertà, chiarezza, dignità e rispetto. È un grande passo nella storica lotta per l’uguaglianza e l’esercizio dei loro diritti”, ha affermato il presidente della SCJN Arturo Zaldívar precisando che non ci sarà mai più una donna in carcere per aver esercitato i propri diritti.

I ministri della Corte hanno discusso per due giorni due cause di incostituzionalità a Coahuila e a Sinaloa, due stati messicani molto restrittivi con l’interruzione della gravidanza, perché nel primo l’aborto era punito con la reclusione da uno a tre anni e nel secondo era vigente una norma che considerava l’esistenza della vita dal momento del concepimento.

 

Sebbene la sentenza obblighi solo lo stato di Coahuila a modificare il proprio codice penale, questa decisione della Corte costituisce un precedente giudiziario per la sua applicazione in tutti gli stati messicani. Grazie a questa decisione, le donne e le organizzazioni che difendono i diritti riproduttivi potranno sfruttare questo precedente per combattere la criminalizzazione dell’aborto in altri codici penali statali attraverso i tribunali.

Mai più una donna o una persona in grado di portare un bambino dovrà essere perseguita penalmente. Da oggi sono bandite le minacce di reclusione e il marchio che grava sulle persone che decidono liberamente di interrompere la gravidanza”, ha affermato il ministro della SCJN Luis María Aguilar, autore del progetto.

Differenze tra stati messicani

L’aborto è depenalizzato solo in quattro dei 32 stati del Paese: Città del Messico, Oaxaca, Hidalgo e Veracruz. La sua criminalizzazione è di competenza locale, infatti ogni stato contempla leggi sull’aborto che sono molto diseguali e diverse nelle loro restrizioni, il che fa sì che molte donne viaggino per interrompere la gravidanza in altre città dove è permesso.

Ad oggi l’aborto è legale in tutto il Messico solo quando la gravidanza è stata il risultato di uno stupro. Sono riconosciute altre cause per consentire l’interruzione della gravidanza, come il rischio per la salute e la vita della donna o se il feto presenta gravi malformazioni congenite. Tuttavia, spetta agli Stati determinare quali di queste circostanze accettare e quali no, in modo che l’aborto possa essere praticato nel loro territorio senza che sia considerato un crimine.

Derivata da una sfida che l’ormai disciolta Procuratoria Generale (PGR) aveva lanciato contro il Codice Penale di Coahuila nel 2017, il SCJN ha finalmente dichiarato incostituzionale la criminalizzazione delle donne che abortiscono e quella del personale sanitario che le assiste con il consenso.

Parlare di un’idea di vita va oltre la legge e una Corte costituzionale non può sostenere le sue decisioni in opinioni particolari e soggettive, ma piuttosto universali. La morsa del diritto penale a sanzionare non è il potere del legislatore ma dei diritti umani. Il resto sono sofismi che annebbiano il problema delle donne. Quello di cui devono farsi carico gli Stati è garantire la salute e la sicurezza pubblica”, ha spiegato la ministra della SCJN Margarita Ríos Farjat.

Quindi l’aborto in Messico è legale?

No, l’aborto in Messico è ancora un reato, tranne nei quattro stati precedentemente citati, dove è consentito interrompere la gravidanza fino alla 12° settimana di gestazione. Tuttavia questa depenalizzazione stabilisce un criterio obbligatorio per tutti i giudici del Paese, infatti la corte riconosce che le persone incinta non possono e non devono essere punite per aver interrotto le loro gravidanze.

Nel caso in cui una donna venisse condannata per aver abortito volontariamente, da adesso c’è un iter da seguire per evitare il carcere. Senza dubbio, un passo in avanti nella lotta per i diritti sessuali e riproduttivi su scala sociale.

Lo Stato non solo deve astenersi assolutamente dal criminalizzare l’aborto dove è limitato il diritto delle donne o delle donne incinte di decidere del proprio corpo, ma deve anche garantire le condizioni minime perché ciò sia possibile”, ha aggiunto la ministra Norma Piña.

Cuba, Guyana, Uruguay, Argentina e ora anche il Messico, anche se con delle evidente limitazioni, hanno depenalizzato l’aborto. La strada al diritto di poter decidere continuerà ancora nel resto dell’America Latina? Speriamo di sì.

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FONTE: SCJN

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