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Le lacrime di Kabul (omaggio a Gino Strada): il murales che dice tutto, senza bisogno di parole

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Ne abbiamo gli occhi pieni in questi giorni. Di gente che fugge dall’oppressione e dal buio pesto. Quanta responsabilità abbiamo noi, in quest’altra parte della terra? Tanta, tantissima. E lo sapeva bene Gino Strada, che ha lasciato un vuoto immenso in un afoso giorno di questo martoriato agosto.

Proprio a lui la street artist Laika ha dedicato un nuovo murale tra le strade di Roma. Si intitola “Le Lacrime di Kabul (Omaggio a Gino Strada)”, un quarzo e acrilico su carta in via Provana, nella capitale.

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Il volto di un bimbo afghano, delle bende, dei cerotti, un occhio che “sanguina” i colori della bandiera del suo Paese e – nella pupilla – il logo di Emergency. Le sue parole sono rivolte proprio a lui, a Gino Strada:

Gino! Ho paura!

Paura, terrore, tormento, per un presente che non finisce mai di essere legato al passato, fatto di violenze e repressioni, e per un futuro pieno di incertezze immense. Di parenti che sei costretto a lasciare, di una terra che vomita bile ormai da troppo tempo, di una infanzia strappata, di una vita che non è vita.

Laika ha reso il suo grazie a Gino Strada oggi. Noi, nel nostro piccolo, ringraziamo quanti tentano di dare un senso a questo strazio. 

Fonte: laika_mcmliv

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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