La Regione Abruzzo vuole tagliare centinaia di alberi per sconfiggere la prostituzione sulla strada provinciale che costeggia il Tronto

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Segare gli alberi per eliminare il fenomeno della prostituzione. È l’ultima follia italiana, una decisione – stabilita dalla Regione Abruzzo – che stabilisce di tagliare centinaia di alberi sul territorio che costeggia la Strada provinciale 1, della Bonifica del Tronto, in provincia di Teramo.

Secondo le brillanti menti che hanno deciso di attuare tale scempio ambientale, gli alberi lungo la strada favorirebbero la prostituzione. Per questo, migliaia di arbusti vivi e sani che si trovano lungo il fiume Tronto, nel versante abruzzese, verranno presto falciati con le motoseghe.

Ma come nasce una conclusione così lontana dall’etica ambientale? Secondo le ricostruzioni e gli interventi diretti degli interessati, sono stati fatti lunghi appostamenti e indagini da parte di enti ed istituzioni, tra queste anche la Regione Abruzzo, per arrivare, alla fine, alla conclusione che gli alberi – colpevoli di trovarsi lungo il fiume Tronto – offrono rifugio alle prostitute che passeggiano lungo la Bonifica del Tronto. Il problema della prostituzione nell’area incriminata affigge i comuni limitrofi già da anni e a nulla sono valsi i cartelli di divieto e le sanzioni pecuniarie stabilite per chi comunque continuava a “contrattare prestazioni sessuali nel territorio”. La soluzione allora è diventata quella di, è proprio il caso di dire, eliminare il problema “alla radice”.

cartello

La storia è molto simile a quella avvenuta in Inghilterra, più precisamente nelle vicinanze di Darwen, lungo la statale A666 che porta a Bolton, nel nord ovest della Gran Bretagna, dove sono stati segati oltre 6.000 alberi per impedire che le coppiette si appartassero.

Ma in Italia le associazioni ambientaliste, come il WWF Abruzzo, Lipu e ProNatura hanno fatto sentire immediatamente la loro voce, scagliandosi contro questa decisione assurda e dannosa per il territorio.

Per il WWF è inaccettabile che a pagare siano gli alberi e le piante, che rappresentano un vero e proprio polmone verde contro lo smog e l’inquinamento ambientale, contribuendo anche a ridurre l’effetto dei pesticidi e dei diserbanti e a prevenire le frane, molto frequenti nelle zone disboscate.

Un bosco rigoglioso di 30 ettari che crea gravi problemi all’ordine pubblico verrà raso al suolo in tre mesi di lavoro, calcolati con meticoloso impegno dai tecnici del locale consorzio di bonifica” – denunciano le associazioni ambientaliste “Si fermino le motoseghe e si affronti questa situazione moltiplicando l’assistenza sociale e le azioni volte ad alleviare il disagio, senza prendersela con gli alberi e reprimendo, invece, con ancora più forza chi sfrutta decine di donne“.

Indignati e contrari anche i cittadini, che si sono uniti all’appello lanciato dalle associazioni ambientaliste,
attraverso una lettera firmata da WWF, Lipu, ProNatura e dalle associazioni dei cittadini e inviata alle istituzioni per fermare questo scempio e adottare misure più ragionevoli.

Verdiana Amorosi

Leggi anche l’articolo sugli alberi segati in Gran Bretagna

 

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