La cannabis era usata già 2700 anni fa per riti religiosi, la scoperta degli archeologi

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Cannabis negli antichi rituali religiosi? Possibile. Alcuni archeologi ne hanno trovato dei residui su due altari di ben 2700 anni fa appartenenti al santuario di Tel Arad, uno dei siti archeologici israeliani più importanti, nel deserto del Negev a sud del Mar Morto. È la prima prova che si scopre l’utilizzo di cannabis nelle cerimonie religiose nella prima storia dell’ebraismo.

È quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of the Institute of Archaeology of Tel Aviv University dai ricercatori dell’Università di Tel Aviv, che hanno esaminato i resti trovati in quel luogo di culto risalente al 750 a.C. circa e rinvenuto negli anni ‘60 nel durante gli scavi condotti dall’archeologo Yohanan Aharoni.

Dalle prime ricostruzioni fatte con gascromatografia e la spettrometria di massa, sull’altare minore sono stati trovati residui con tracce di Thc, cannabidiolo e cannabinolo, i principi attivi della cannabis, e residui di letame, che i ricercatori riconducono al combustibile che permetteva alla cannabis stessa di bruciare e attivare i composti psicoattivi della sostanza. Sull’altare maggiore, invece, sarebbe stato trovato il franchincenso, una resina aromatica di origine arabica che porta la materia ad elevate temperature necessarie affinché rilasci il suo aroma.

Sappiamo da tutto il Vicino Oriente antico e dal mondo che molte culture hanno usato materiali e ingredienti allucinogeni per entrare in una specie di estasi religiosa”, ha detto l’autore principale Eran Arie alla CNN. Diverse altre culture, come la tribù Gaddi dell’Himalaya, il regno d’Africa Buganda e il Tenetehara del Brasile, hanno usato la cannabis a scopo ricreativo o un tipo di estasi nelle cerimonie cultuali.

Così come da uno studio del 1993 sui materiali dei resti di un’adolescente morta durante il travaglio in un’antica grotta a Gerusalemme ha scoperto che la cannabis veniva probabilmente usata per ridurre il dolore del parto.

cannabis israele©Journal of the Institute of Archaeology of Tel Aviv University

Un altro elemento che spicca dalla ricerca è che, siccome sia il franchincenso che la cannabis erano sostanze importate con costi molto elevati, e dal momento che il santuario di Tel Arad era costruito sul modello del grande Tempio di Gerusalemme, secondo gli archeologi il rituale era era una pratica di culto istituzionalizzata dal governo centrale che ne sovvenzionava i costi e certificava la legittimità.

L’uso di sostanze allucinogene per ragioni di culto è attestato nelle culture umane dal Neolitico – sostiene Arie. Ma questa è al momento la più antica evidenza dell’uso di cannabis nel Medio Oriente antico”.

Fonti: Journal of the Institute of Archaeology of Tel Aviv UniversityCNN

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Giornalista pubblicista, classe 1977, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing e correzione di bozze. Direttore di Wellme.it per tre anni, scrive per Greenme.it da dieci. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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