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Gli indigeni brasiliani Kayapo hanno bloccato l’autostrada per chiedere protezione contro il coronavirus

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Gli indigeni Kayapo hanno bloccato l’autostrada nazionale BR 163 del Brasile per protestare contro le scarse tutela del governo per evitare la diffusione del coronavirus, a Novo Progresso, nello stato di Para.

I membri della tribù indigena Kayapó lunedì hanno bloccato questa importante via di collegamento del Brasile centro-occidentale, la principale rotta per l’esportazione dei cereali verso i porti fluviali da cui partono le navi per il Rio delle Amazzoni. I manifestanti hanno lamentat la mancanza di protezione del governo dalla pandemia di coronavirus che ha ucciso molti dei loro rappresentanti anziani.

La loro protesta ha fatto il giro del mondo ma un giudice federale brasiliano ha ordinatoai manifestanti di liberare l’autostrada BR-163, secondo quanto riportato da Reuters che ha visionato copia della sentenza.

Coi loro corpi pitturati, i tipici copricapo, armati di pneumatici e legno gli indigeni hanno creato una sorta di barriera per bloccare i camion che trasportano mais ma la loro protesta non riguardava solo le scarse misure di Bolsonaro contro il coronavirus. Gli indigeni hanno protestato anche contro la ferrovia Ferrogrão, destinata ad attraversare parte dell’Amazzonia per collegare lo stato del Mato Grosso, produttore di grano, ai porti fluviali per la soia e il mais.

La tribù non era stata consultata sulla costruzione ferrovia, che il governo spera di concedere in licenza all’inizio del prossimo anno, hanno detto i manifestanti. A regime, essa collegherà Sinop nel Mato Grosso al porto di Miritituba, fornendo una via di trasporto più efficiente e parallela all’autostrada BR-163.

Quest’ultima è stata costruita negli anni ’70 e per anni è stata molto pericolosa per via del fango di cui si ricopre durante la stagione delle piogge. Ma quest’anno è stata asfaltata.

I Kayapo, che vivono nelle adiacenti riserve indigene di Menkragnoti e Baú, sostengono che la strada abbia portato la malattia nei loro villaggi oltre alla deforestazione delle loro terre.

Ma oggi il loro nemico principale sembra il coronavirus, che ha già decimato varie tribù.

 

Fonti di riferimento: AFP/Twitter, Reuters

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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