Il Nativo americano che divenne il primo vice-presidente USA di colore quasi un secolo fa

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In questi giorni, Kamala Harris sta facendo parlare di se dopo essere diventata la prima donna della storia vicepresidente degli Stati Uniti, oltre che prima persona nera e asioamericana. Una vittoria applaudita dal mondo intero, che rispecchia finalmente l’evoluzione multietnica della società Usa. Ma c’è un altro nome che molti di noi forse non ricordano ma che fu altrettanto importante.

Si tratta di Charles Curtis, il primo nativo americano e la prima persona di colore a diventare, come la Harris, vice presidente degli Stati Uniti quasi 100 anni fa. Era il 1928. Membro della Kaw Nation, Curtis divenne vice presidente di Herbert Hoover. Ed era una novità assoluta. Curtis era un nativo americano nato da padre bianco e da madre indiana Kaw ed ra il pronipote di White Plume, un capo Kaw noto per essersi offerto di aiutare la spedizione di Lewis e Clark nel 1804.

Curtis è cresciuto a North Topeka, nel Kansas, dove ha trascorso gran parte della sua infanzia vivendo con i nonni materni nella riserva Kaw a Council Grove. Parlava persino Kansa, la lingua Siouan delle Grandi Pianure, prima di imparare l’inglese.  La sua capacità di parlare in Kansa gli permise di farsi portavoce delle esigenze delle tribù.

Curtis aveva imparato a cavalcare i pony indiani senza sella e si era guadagnato la reputazione di “cavaliere buono e senza paura”. Tornato a North Topeka, suo nonno William Curtis aveva costruito una pista da corsa e nel 1869 Charles Curtis partecipò alla sua prima gara. Ben presto divenne un fantino a tutti gli effetti e continuò a cavalcare fino al 1876.

La sua famiglia, tuttavia, aveva maggiori ambizioni per il ragazzo rispetto alle corse di cavalli. Nonno Curtis voleva che Charley smettesse di correre e tornasse a scuola, ma dopo la morte dell’anziano decisoedi tornare in città e di riprendere gli studi:

“Ho seguito il suo splendido consiglio e la mattina dopo, mentre i vagoni partivano per il sud, diretti al Territorio indiano, sono salito sul mio pony e con le mie cose in un sacco di farina, sono tornato a Topeka e alla scuola”, ha raccontato Curtis. “Nessun uomo o ragazzo ha mai ricevuto consigli migliori, è stata la svolta nella mia vita.”

La passione per la politica

Fin da ragazzo Curtis nutriva una forte passione per la politica. Nel 1892, venne eletto al Congresso degli Stati Uniti, dove prestò servizio alla Camera e al Senato.  Quando Curtis arrivò per la prima volta a Washington, i Democratici controllavano fermamente il governo federale. Grover Cleveland era appena stato eletto per il suo secondo mandato come presidente, e alla Camera i Democratici avevano 218 seggi, i Repubblicani 124 e i Populisti 14. Poi nel 1893 una grave depressione economica rovesciò drasticamente le sorti del partito.

Allora, Curtis dedicò la maggior parte della sua attenzione alla commissione per gli affari indiani, dove redasse il “Curtis Act” nel 1898.

Ma nel 1928 avvenne la svolta. Curtis divenne vice presidente degli Stati Uniti con Hernert Hoover presidente, un momento storico per gli Usa che viene ricordato oggi per la recente elezione del nuovo presidente Biden e della sua vice Kamala Harris, la prima donna di colore e asioamericana ad aver conquistato la carica.

“Anche se posso essere la prima donna in questo ufficio, non sarò l’ultima”, ha detto a Wilmington, nel suo accorato discorso post elezione: “Perché ogni ragazzina che guarda stasera vede che questo è il paese delle opportunità, e ai bambini del nostro paese, indipendentemente dal sesso, il nostro paese ha inviato un messaggio chiaro: sognate con ambizione, fatelo con convinzione”.

Fonti di riferimento: Senato Usa, CNN

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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