Trovati i resti di una nuova specie umana nelle Filippine

Homo Luzonensis

Scoperto un nuovo membro del genere umano. È l’Homo Luzonensis e i suoi resti sono stati individuati nella grotta di Callao, nelle Filippine. Una scoperta che potrebbe far riscrivere i libri di storia.

Cambia infatti l’elenco dei membri del genere Homo che abitavano la Terra in quel periodo passando dai 5 noti (Neanderthal, Denisovans, hobbit di Flores, erectus e sapiens) a 6.

La grotta di Callao è un’enorme cavità con sette “camere”, ma la più interessante si trova all’ingresso. Proprio lì sono state dissotterrate 13 ossa e denti che, secondo i suoi scopritori, appartengono a un nuovo membro del nostro genere ribattezzato Homo Luzonensis.

Vissuto circa 67.000 anni fa sull’isola di Luzon, oggi è un enigma. È impossibile sapere come apparisse all’epoca il suo volto perché non ci sono frammenti di cranio, né si può sapere con certezza quanto fosse alto. L’unico osso a poterlo rivelare è il femore ma essendo frammentato non può fornire questa risposta.

Le prime tracce delle nuove specie sono emerse più di un decennio fa, quando i ricercatori riportarono alla luce le ossa di un piede risalente ad almeno 67.000 anni fa nella grotta di Callao, sull’isola di Luzon, nelle Filippine. I ricercatori non erano sicuri della loro origine ma ipotizzarono che i resti appartenessero a una creatura simile a un piccolo Homo sapiens.

Ulteriori scavi nella Grotta di Callao hanno portato alla luce pezzi di un femore, sette denti, due ossa del piede e due della mano – con caratteristiche diverse da quelle di altri “parenti” umani, sostiene la squadra, co-guidata da Florent Détroit, paleoantropologo del Museo Nazionale di Storia Naturale a Parigi. I resti appartenevano a due adulti e un bambino.

resti homo

“Insieme creano una forte argomentazione sul fatto che questo è qualcosa di nuovo”, afferma Matthew Tocheri, paleoantropologo della Lakehead University di Thunder Bay, in Canada.

Tutti questi ominidi sono una famiglia eterogenea collegata da legami di parentela più recenti rispetto ad altri ominidi viventi, come gli scimpanzé o i bonobo. Ognuno rappresentava un esperimento evolutivo più o meno riuscito.

ossa homo

L’Homo luzonensis è la seconda nuova specie umana ad essere identificata nel sud-est asiatico negli ultimi anni. Nel 2004, un altro gruppo ha annunciato la scoperta dell’Homo floresiensis – noto anche come lo Hobbit – una specie vissuta nell’isola indonesiana di Flores, alta poco più di un metro.

Ma Détroit e i colleghi sostengono che i resti della Grotta di Callao sono distinti da quelli di H. floresiensis e di altri ominidi, incluso l’Homo erectus che potrebbe essere stato il primo antenato umano a lasciare l’Africa, circa 2 milioni di anni fa.

ossa homo2

I ricercatori sono divisi su come H. luzonensis si inserisca nell’albero genealogico umano. Détroit sostiene l’idea che le nuove specie discendano da un gruppo di H. erectus i cui corpi si sono evoluti gradualmente in forme diverse da quelle dei loro antenati.

“Si ottengono diversi percorsi evolutivi sulle isole”, afferma il paleontologo Gerrit van den Bergh dell’Università di Wollongong in Australia.

Il materiale genetico proveniente dai resti potrebbe aiutare gli scienziati a identificare la relazione della specie con altri ominidi, ma finora gli sforzi per estrarre il DNA da H. luzonensis sono falliti. Tuttavia, le ossa e i denti erano datati ad almeno 50.000 anni. Ciò suggerisce che la specie avrebbe potuto vagare nel sud-est asiatico allo stesso tempo di H. sapiens, H. floresiensis e del misterioso gruppo noto come Denisovan, il cui DNA è stato trovato negli umani contemporanei nel sud-est asiatico.

Lo studio è stato pubblicato su Nature.

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Francesca Mancuso

Foto: Nature

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