Goldman Prize. L’apicoltrice indigena maya che ha fermato gli OGM di Monsanto

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Ha guidato una coalizione che ha fermato le piantagioni di soia geneticamente modificate di Monsanto nel Messico meridionale. Grazie a Leydy Pech, un’apicoltorice indigena maya, la Corte Suprema messicana ha stabilito che il governo ha violato i diritti costituzionali dei Maya e ha sospeso le piantagioni di soia OGM. A causa della persistenza di Pech e della sua coalizione, nel settembre 2017, il Servizio alimentare e agricolo del Messico ha revocato il permesso alla Monsanto di coltivare semi di soia geneticamente modificati in sette stati. E ora è stata premiata col Goldman Environmental Prize.

Lo stato di Campeche nella penisola messicana dello Yucatan presenta un’antica miscela di foreste, apicoltura, agricoltura locale e profonda cultura Maya. Il Messico è il sesto produttore mondiale di miele e il 40% della produzione di miele della nazione proviene dalla penisola dello Yucatán. A Campeche, 25.000 famiglie, specialmente all’interno delle comunità indigene Maya, dipendono dalla produzione di miele per il loro sostentamento.

L’apicoltura è anche parte integrante della cultura Maya e un fattore chiave nella protezione delle foreste di Campeche. Recentemente, con l’ascesa dell’agricoltura industriale, lo stato ha perso quasi 94.000 acri di foresta, il più alto tasso di deforestazione in Messico.

Nel 2000, la Monsanto ha iniziato a coltivare piccoli appezzamenti sperimentali di soia geneticamente modificata in Messico. Nel 2010 e nel 2011, questi progetti sono stati elevati dal governo a “progetti pilota”. La soia OGM usata dalla Monsanto (ora di proprietà di Bayer) è nota come “Roundup Ready”, un riferimento alla tolleranza genetica programmata della pianta ad alte dosi di erbicida Roundup (anche questo un prodotto Monsanto, tristemente noto). L’ingrediente principale del Roundup, ricordiamo, è il glifosato.

Tutto è iniziato quando Leydy Pech si è resa conto della moria anomala delle sue api, fino ad arrivare alla mitica vittoria di questa piccola davide contro il Golia Monsanto. Che dire, il mondo avrebbe bisogno di più donne così!

Fonte: Goldman Prize

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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