Global Peace Index 2015: l’Islandail paese più pacifico del mondo. L’Italia al 36esimo posto

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In cerca di pace? Volate in Islanda. È questo infatti il paese più tranquillo del mondo secondo il nuovo studio dell’Institute for Economics and Peace. L’isola scarsamente popolate nel mezzo dell’Atlantico del Nord detiene dunque il lodevole primato. La Siria è invece all’ultimo posto mentre l’Italia occupa la posizione n.° 36.

Nel nuovo Global Peace Index 2015 (GPI 2015), l’Istituto ha classificato 162 nazioni di tutto il mondo sulla base di fattori come il livello di criminalità e di violenza, la presenza o il coinvolgimento in conflitti e il grado di militarizzazione. Molti paesi dell’OCSE hanno raggiunto livelli storicamente elevati di pace, incentivati anche dalla riduzione dei tassi di omicidio, dalla riduzione dei livelli di spesa militare e degli impegni militari.

Nel complesso, i livelli di pace globale sono rimasti stabili nel 2014 ma sono inferiori al 2008. Tuttavia il punteggio complessivo nasconde una divisione crescente tra le nazioni più e meno pacifiche.

L’Europa si conferma la regione geografica più tranquilla del pianeta assicurandosi le prime tre posizioni della classifica globale. La sua tranquillità è migliorata sempre di più negli ultimi quattro anni. Oltre al primo posto dell’Islanda, al secondo e terzo posto della classifica globale troviamo Danimarca e Austria, seguite da Nuova Zelanda, Svizzera, Finlandia, Canada, Giappone, Australia e Repubblica Ceca. Nella top ten, dunque, ben 6 stati europei.

Buoni i risultati ottenuti dalla Grecia, il paese che ha fatto registrare i più importanti miglioramenti, avanzando di ben 22 posizioni rispetto all’ultima analisi. Anche il Regno Unito ne ha conquistate 8.

classificaeurpaglobal2015

Dallo scorso anno, 81 paesi hanno migliorato i loro livelli di tranquillità mentre il 78 li hanno peggiorati. Molte nazioni europee stanno ora sperimentando livelli storici di pace con tassi di omicidio in calo, i bilanci militari decrescente e il ritiro delle forze dall’Iraq e dall’Afghanistan. In contrasto paesi tradizionalmente in fondo alla classifica come l’Iraq, la Siria, Nigeria, Sudan e Repubblica Centrafricana sono tutti diventati ancora meno pacifici.

La Libia ha visto il più grave peggioramento quest’anno, scendendo al 149° posto, seguita dall’Ucraina, con oltre 6.000 morti per i conflitti e oltre un milione di sfollati.

In generale, la ragione principale della forte riduzione dei conflitti esterni è dovuta al fatto che i paesi coinvolti nei conflitti in Afghanistan e Iraq hanno cominciato a ridimensionare il loro coinvolgimento. Danimarca, Polonia, Slovacchia, Corea del Sud, Australia, Regno Unito, Italia, Norvegia e Stati Uniti hanno iniziato a diminuire il loro coinvolgimento in questi due conflitti nel corso degli ultimi cinque anni.

Quattro regioni – Europa, America del Nord, Africa sub-sahariana, e America Centrale e Caraibi – hanno sperimentato miglioramenti dallo scorso anno.

mappaglobal2015

Steve Killelea, fondatore e presidente esecutivo dell’Institute for Economics and Peace ha osservato:

“Ridurre il conflitto è un nodo cruciale nel garantire la ripresa economica mondiale”.

Per leggere il report completo, clicca qui

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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