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Prima del massacro di Willy, i fratelli Bianchi torturavano gli animali: le indagini rivelano terribili crudeltà

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È un racconto sconcertante quello fatto dalle forze dell’ordine che hanno analizzato il contenuto dei cellulari dei fratelli Bianchi, attualmente in carcere per l’omicidio del 21enne Willy Monteiro Duarte, pestato a sangue nel 2020 a Colleferro per aver difeso un amico.

In questi giorni i pm hanno trovato video e foto raccapriccianti di violenze inaudite perpretrate su animali indifesi. In uno dei filmati si vede Marco Bianchi mentre imbraccia un fucile da caccia e uccide un uccello già ferito. Ma l’orrore non finisce qua. In un altro video i fratelli bianchi riprendono con il cellulare la morte di una povera pecora, uccisa con un arma da fuoco.

Viene fatto fuoco su di una pecora, provocando ferite e poi la morte dell’animale in modo piuttosto cruento, – si legge nel racconto delle forze dell’ordine, riportato da Repubblica – causando una sofferenza ingiustificata all’animale, accanendosi su di esso come a provare piacere in quella situazione, ciò a sottolineare la bassa sensibilità dei soggetti nei confronti di quello che normalmente può considerarsi aberrante.

Insomma, i due si divertivano a torturare gli animali e a ad ucciderli come se non si trattasse di esseri viventi. Per puro divertimento. E la crudeltà dei due fratelli era già nota a tanti  (e molto prima che si consumasse l’omicidio di Willy). Gli stessi carabinieri hanno confermato che il contenuto dei cellulari dimostrerebbe “come l’indole violenta degli imputati sia una costante”.

Troppo spesso la violenza gratuita sugli animali, che si tratti di un uccellino o di un cane, viene sottovalutata. Ma è un chiaro segnale, anticipatorio, della violenza sugli sugli esseri umani, come hanno confermato vari studi scientifici e questa terribile vicenda ne è l’ennesima conferma.

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Fonte: La Repubblica

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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