La Francia vieta i certificati di verginità, una pratica tribale ancora diffusa (anche in Italia)

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I certificati di verginità saranno vietati in Francia e i medici che continuano a rilasciarli saranno penalizzati. Questa è una delle misure del disegno di legge che il governo sta preparando contro i “separatismi”, termine che si riferisce al tentativo “arginare” la comunità musulmana radicale.

La nuova normativa, che sarà elaborata in Parlamento questo autunno, si scaglia, tra le alte cose, contro i certificati di verginità. Si tratta ormai di qualcosa piuttosto raro in Francia, tuttavia, questi vengono ancora richiesti e alcuni medici si prestano a redigerli, nonostante persino l’OMS si sia opposta da anni a questa pratica.

A essere “esaminate” sono di solito le giovani donne che si sposano, quasi sempre fuori dalla Francia, nei loro paesi di origine. Per evitare sospetti sulla famiglia dello sposo, o per rassicurare lo stesso padre – quando è molto conservatore – preferiscono che un ginecologo confermi per iscritto che il suo imene è intatto.

Una pratica non del tutto estranea anche all’Italia. Il mito della verginità continua ancora a resistere, nonostante la scienza ci dica che addirittura non tutte le donne vergini hanno abbiano l’imene.

Si continua ad emettere questi certificati in moltissimi paesi: Afghanistan, Bangladesh, Egitto, India, Indonesia, Iran, Giordania, Palestina, Sudafrica, Sri Lanka, Swaziland, Turchia, Uganda, Marocco, Brasile, Libia e Giamaica. E spesso vengono richiesti da persone di questi Paesi anche quando vivono all’estero.

L’Organizzazione mondiale della sanità sin dal 2018 ha bollato i test di verginità come qualcosa di anacronistico e una violazione dei diritti fondamentali delle donne.

“È una violazione dei diritti umani delle vittime ed è associato a conseguenze a breve e lungo termine che influiscono sul benessere fisico, psicologico e sociale”si legge nel documento OMS del 2018. “La pratica dolorosa del test della verginità è un problema sociale, culturale e politico, e la sua eliminazione richiederà una risposta complessiva della società, sostenuta dalle comunità per la salute pubblica e dai professionisti della salute”.

Il presidente Macron, nella recente cerimonia in occasione del 150° anniversario della proclamazione della Repubblica, si è scagliato contro “coloro che, spesso in nome di Dio, e talvolta con l’aiuto di potenze straniere, vogliono imporre la legge a un gruppo” e va ricordato che “la Repubblica, poiché è indivisibile, non ammette alcuna avventura separatista”.

E anche per questo vieterà i certificati di verginità.

Fonte: Le Figaro

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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