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Felice Holi, la festa dei colori indiana di cui abbiamo bisogno più che mai

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Aria di festa, getti di polveri colorate, canti e balli: in India sono iniziate ieri le celebrazioni dell’Holi, la festa nazionale con cui si accoglie la primavera e in alcuni villaggi proseguiranno per circa una settimana. Nonostante le restrizioni legate alla pandemia e le autorità abbiano chiesto di evitare assembramenti, migliaia di cittadini si sono riversati per le strade per prendere parte all’irresistibile battaglia di colori. In vista dell’Holi festival, anche il turismo indiano ha ripreso slancio. Tantissime le persone provenienti da varie parti del mondo che hanno deciso di prenotare un volo per l’India per non perdersi la festa dei colori più famosa al mondo.

Holi festival: origini e festeggiamenti

L’usanza di questa antica festa indù, che dura generalmente due giorni, è quella di cospargersi il corpo di polveri colorate e colorare le persone e gli animali che si incontrano per le strade. La sera che precede l’inizio delle celebrazioni gli indiani si raccolgono attorno ad enormi falò per bruciare simbolicamente Holika, ovvero lo spirito del male, mentre si intonano canti e balli.

L’Holi festival trae ispirazione da alcune leggende della mitologia induista. Secondo una di quelle più note, il dio Krishn (dalla pelle scura), geloso della pelle candida della sua sposa Radha, le dipinse il volto con dei colori. Per questo motivo, durante le celebrazioni gli innamorati si dipingono la faccia a vicenda in segno di amore.

Questa celebrazione non è soltanto una festa allegra e travolgente che simboleggia la vittoria del bene sul male, ma è anche un momento dell’anno unico in cui ci si perdona a vicenda e in cui vengono meno le rigide strutture sociali delle caste. Tutti possono prendere parte ai festeggiamenti: ricchi, poveri, giovani, bambini e anziani, uomini e donne e persino le autorità. Resistere all’allegria e ai colori dell’Holi festival è praticamente impossibile!

Fonte: Aljazeera/Instagram

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Per la rivista Sicilia e Donna si è occupata principalmente di cultura e interviste. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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