Matrimoni precoci, mutilazioni genitali e infanticidio: così sono “scomparse” 142 milioni di bambine e ragazze nel mondo

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Il mondo non è un posto per le bambine. Sono chiamate “le scomparse”. Tutti i loro diritti vengono violati… solo per il fatto di essere nate donne. Nessuno parla di loro, ma noi non le dimentichiamo!

Nascere donne in alcune parti del mondo è ancora una colpa. Giorno dopo giorno centinaia di migliaia di ragazze sono soggette a pratiche che causano loro danni fisici e psicologici. Il tutto con la piena conoscenza e il consenso delle loro famiglie, amici e comunità. All’appello mancano 142,6 milione di donne: scomparse per machismo.

Mutilazioni genitali femminili, matrimoni precoci, infanticidio. Un report drammatico quello diffuso dal Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) , l’agenzia che si occupa di salute sessuale e riproduttiva e che stima che oggi nel mondo manchino 142,6 milioni di donne. Nascono meno di quanto sia normale (100 ragazze per ogni 106 ragazzi) e muoiono di più nei loro primi anni di vita. La preferenza per i bambini maschi dietro queste sparizioni è una delle 19 violazioni dei loro diritti fondamentali che le donne subiscono a causa del fatto che sono appunto di genere femminile. Un lungo elenco di violazioni, dallo schiacciamento del seno fino al test di verginità, ma il rapporto in particolare si sofferma su tre pratiche: la selezione dei bambini, i matrimoni precoci e le mutilazioni dei genitali femminili.

“Immagina una ragazza di 12 anni che ama andare a scuola, ma i cui genitori un giorno le dicono di indossare i suoi abiti migliori e due ore dopo la sposano, con il suo vicino di casa col triplo della sua età. O una 16enne a cui hanno mutilato i genitali. Immagina una bambina di 4 anni che ascolta i suoi genitori lamentarsi che non hanno un figlio maschio e che è lei solo un peso”, dice Natalia Kanem , direttore esecutivo dell’UNFPA alla presentazione del rapporto intitolato in questa edizione ‘Against my will’. “Non abbiamo bisogno di immaginarlo perché sono situazioni reali che si verificano migliaia di volte ogni giorno in tutto il mondo”, aggiunge.

Il matrimonio infantile, le mutilazioni e la preferenza per i figli maschi causano danni profondi e duraturi e possono persino essere fatali. Ma sono pratiche che paradossalmente non vengono viste male dalla comunità, anzi. “Il matrimonio infantile mira a garantire un futuro alle ragazze. Può anche essere visto come un modo per proteggerle dalla violenza sessuale o per salvaguardare la loro reputazione se si rimane incinta. Le mutilazioni vengono spesso fatte per garantire che una ragazza sia accettata dal suo futuro coniuge o dalla comunità in generale”.

Tuttavia, le buone intenzioni significano poco per la ragazza che deve abbandonare la scuola e le sue amiche per sposarsi con la forza e sottostare a delle regole. Senza sottovalutare che potrebbe avere problemi di salute per tutta la vita a causa di mutilazioni compiute come parte di un rito di passaggio dannoso”.

Le pratiche dannose sono radicate nella disuguaglianza di genere e servono a controllare i corpi, la sessualità o i desideri sessuali delle ragazze. In molti luoghi, si pensa che le mutilazioni sopprimano la sessualità femminile, prevengano l’infedeltà o aumentino il piacere sessuale degli uomini. “Sebbene a volte considerato un obbligo religioso, tale opinione serve a “mascherare lo scopo fondamentale, che è quello di controllare la sessualità delle donne”, ha affermato la dott.ssa Hania Sholkamy, antropologa presso il Center for Social Research dell’Università americana de Il Cairo.

abusi donne

@ Fatima Mamd Salama Raslan

Pratiche che sono diffuse in tutto il mondo. Il rapporto presenta, infatti, un resoconto di matrimoni precoci negli Stati Uniti, storie di mutilazioni in Colombia, Indonesia e Tanzania, nonché resoconti delle preferenze per i figli maschi in Azerbaigian e India, ad esempio. A livello globale, il numero di ragazze e donne colpite da queste pratiche è sconcertante e, in alcuni casi, sta aumentando.

Quest’anno 4,1 milioni di ragazze sono a rischio di mutilazione. La pandemia ha enormi ripercussioni sulla vita delle ragazze e delle loro famiglie, dalle difficoltà finanziarie alla chiusura delle scuole, alla perdita di accesso ai servizi sanitari e ai programmi comunitari.

Tra le tante storie c’è quella di Jasbeer Kaur che ha avuto tre femmine e più volte era stata incitata ad abortire. Ma per non averlo fatto, è stata allontanata e ripudiata dal marito. Secondo i dati analizzati dall’UNFPA, quasi mezzo milione di ragazze non nascono ogni anno. E uno su nove delle morti infantili di ragazze al di sotto dei cinque anni nel paese sono attribuibili a questa discriminazione di genere. India e Cina (666.300 feticidi femminili all’anno), sono i maggiori generatori di persone ‘scomparse’ al mondo.

Alejandra Teleguario, 19 anni, è una di quelle giovani donne che ha detto basta ed è diventata un’ attivista femminista per i diritti sessuali nel suo paese e fa parte del gruppo consultivo dei giovani dell’UNFPA in Guatemala. Ma nascere una ragazza, nonostante gli sforzi, rimane ancora una missione difficile.

Fonte: UNFPA

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Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
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