@Hospital Santo Antônio

Malata di cancro, realizza e dona abiti all’uncinetto per i neonati prematuri dell’ospedale durante il suo ricovero

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Per trascorrere e dare un senso ai lunghi giorni in ospedale e alle ore di chemioterapia a cui è sottoposta,  Marlene Scheurich, una  paziente malata di tumore,  ha trovato un dolcissimo hobby che sta commuovendo tutto il personale sanitario: realizza all’uncinetto abiti che dona poi ai bimbi prematurai della terapia intensiva neonatale.

Ribattezzata da tutti Dona Marlene, è ricoverata da mesi all’Ospedale Sant’Antonio di Blumenau, in Brasile e, come raccontano le infermiere, fare l’uncinetto è stata da sempre la cosa che la appassionava di più, tanto che, fin da subito, ha partecipato attivamente ai progetti ospedalieri, come fare polpi per i bimbi prematuri (progetto OCTO) già da prima del suo ricovero.

Ora che è costretta a trascorrere lunghe ore al letto per il trattamento di chemioterapia, ha iniziato a realizzare innumerevoli pezzi: dai maglioncini ai berretti, dai calzini ai guanti, produce questi piccoli abiti con amore, pazienza in attesa della fine della sessione. E la sua passione ha contagiato il personale e anche associazioni che stanno iniziando a fare a gara per fornirle il filato e

Come raccontano direttamente dall’ospedale Sant’Antonio, tutto è cominciato con una fisioterapista, Ellen Santana che, trovò molti gomitoli di filo per uncinetto nella scatola delle donazioni nel suo condominio:

“Stavo andando in ospedale per iniziare il turno, ho visto i rotoli e li ho portati a Dona Marline. È il suo hobby mentre è in ospedale a fare la chemioterapia. Negli ultimi giorni è stata più tranquilla, perché i suoi filati si erano esauriti e quando le ho consegnato i gomitoli era felicissima”

Ben presto però sono finiti anche quei gomitoli e a quel punto, la società EuroRoma, venuta a conoscenza della sua passione per l’uncinetto, le ha donato un kit di fili e riviste con cui Dona Marlene ha potuto continuare a confezionare calzini e altri vestitini da donare ai piccoli pazienti della Joint Accommodation e della terapia intensiva neonatale dell’ospedale.

Una storia tenerissima che scalda il cuore e dimostra ancora una volta il potere terapeutico dei lavori a maglia sia per chi li fa che per chi li riceve.

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Direttore responsabile e Co-Founder di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa di diversi settori. Appassionata di tecnologia e ambiente, ha tenuto corsi di scrittura per il web dedicati a giornalisti e studenti.
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