Diwali: la tradizionale festa delle luci senza fuochi d’artificio per il troppo inquinamento

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Una delle più importanti feste indiane, quest’anno farà a meno dei fuochi d’artificio e dei petardi. Il tribunale supremo dell’India ne ha vietato durante il prossimo festival di Diwali, che inizierà il 19 ottobre, sperando di evitare il picco di livelli di sostanze inquinanti e tossiche che ogni anno, in quest’occasione, rendono l’aria irrespirabile.

Una notizia che desta scalpore se non ammirazione, visto che il Diwali (Dipavali o Deepawali) è chiamata anche “festa delle luci”, simboleggiando la vittoria del bene sul male. È usanza infatti accedere vari tipi di luci, soprattutto candele insieme alle lampade tradizionali, le diya. È questo ciò che prevede l’antica tradizione, ma da tempo in molte aree dell’India i festeggiamenti prevedono anche spettacolari fuochi artificiali.

Tanti, troppi giochi pirotecnici. L’anno scorso il festival indù, a seguito dello scoppio di petardi e fuochi, lasciò Delhi per diversi giorni in preda allo smog, spingendo le autorità cittadine a chiudere per giorni scuole, centrali elettriche e cantieri.

Quest’anno però si cercherà di prevenire tutto ciò. L’aumento dell’inquinamento atmosferico a livelli fino a 29 volte superiori rispetto agli standard dell’Organizzazione mondiale della sanità ha portato la corte suprema a vietare la vendita di fuochi d’artificio nella capitale indiana.

Secondo la decisione della Corte, il divieto resterà in vigore fino a novembre per verificare se i livelli di inquinamento atmosferico saranno effettivamente più bassi rispetto agli anni precedenti.

“Proviamo almeno un Diwali senza petardi”, ha detto uno dei giudici lunedì, a margine della decisione. “Esiste un consenso nella società riguardo ai petardi, che non dovrebbero essere bruciati durante il Diwali, visto che tale festa può essere celebrata con altrettanto fervore anche senza fuochi d’artificio” spiegano i giudici nelle motivazioni. “Abbiamo la prova diretta del peggioramento della qualità dell’aria a livelli allarmanti”.

A detta dei giudici, in occasione di queste festività Delhi conquistava il triste primato di peggiore città del mondo per inquinamento atmosferico.

diwali luci

Va sottolineato però che l’inquinamento non può essere solo attribuito ai fuochi d’artificio, ma nello stesso periodo gli agricoltori di tutto il Punjab, Haryana e di altre paesi che circondano Delhi bruciano i rifiuti delle colture sulle loro proprietà.

Per questo, dal 15 ottobre il governo di Delhi implementerà un nuovo piano d’azione che limiterà anche le industrie e il traffico inquinante. I generatori diesel saranno fermati, saranno aumentate le tariffe dei parcheggio e intensificati i trasporti pubblici.

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Dal canto loro, i produttori di petardi si difendono dicendo che i loro fuochi provocano un inquinamento solo temporaneo e che gli sforzi statali dovrebbero essere diretti soprattutto nei confronti di chi inquina l’aria di Delhi tutto l’anno.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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