Cosa ci aspetta dopo la pandemia? Sesso e follie economiche nei nuovi “ruggenti anni ’20”, come dopo la spagnola

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Mascherine, sguardi bassi e distanze siderali, ma come saranno le nostre relazioni sociali una volta sconfitto il coronavirus? Torneremo ad abbracciarci o ci saremo abituati talmente alla freddezza di battere nocche e gomiti a mo’ di saluto che non ci faremo nemmeno più caso? E i nostri volti recupereranno il sorriso spensierato? C’è chi giura di sì e, anzi, vede nel dopo-coronavirus l’occasione per rivivere nuovi stravaganti anni ’20 sulla scia di quelli vissuti nel secolo scorso.

Proprio così: l’epidemiologo e professore alla Yale University, Nicholas Christakis, prevede la ripetizione di uno schema simile a quello sperimentato ben cent’anni fa. Se la mitigazione dell’influenza spagnola e la fine della prima guerra mondiale lasciarono infatti il posto a una delle fasi di maggiore realizzazione personale e di fioritura economica, artistica e tecnologica del XX secolo, Christakis ipotizza che anche in un futuro non molto remoto ci sarà una simile esplosione sociale (e sessuale) una volta detto addio alle restrizioni imposte dalla crisi sanitaria.

Tutte le tendenze che stiamo vedendo nella pandemia stanno per invertirsi. Le persone cercheranno instancabilmente interazioni sociali – afferma Christakis in un articolo pubblicato su The Guardian, sottolineando che “dissolutezza sessuale, spreco economico e regressione della fede religiosa saranno alcuni dei cambiamenti più significativi a venire”.

Il professore, autore del libro “Apollo’s Arrow: The Profound and Enduring Impact of Coronavirus on the Way We Live”, prevede che assisteremo a questi cambiamenti comportamentali da questo stesso 2021 e fino al prossimo 2024, quando una sufficiente porzione di popolazione mondiale – almeno il 75% si spera secondo queste stime – sarà vaccinata.

Nel 2024, tutte queste [tendenze pandemiche] saranno invertite – dice. Le persone cercheranno senza sosta interazioni sociali”. Ciò potrebbe includere “licenziosità sessuale”, spese pazze e un “rovescio della religiosità”.

Perché tutto ciò? Una volta che le pandemie finiscono, spesso c’è un periodo in cui le persone cercano un’ampia interazione sociale e Christakis prevede i secondi “ruggenti anni ’20”, proprio come dopo la pandemia influenzale del 1918.

Durante le epidemie si ottiene un aumento della religiosità, le persone diventano più astenute, risparmiano denaro, diventano avversi al rischio e stiamo vedendo tutto questo ora proprio come abbiamo fatto per centinaia di anni durante le epidemie”, ha detto Christakis.

Dopo la repressione, insomma, verrà l’esplosione, anche se, sostiene l’esperto, prima di arrivare a euforia e prosperità attraverseremo un periodo in cui la cautela sarà ancora la protagonista delle nostre relazioni.

Speriamo solo che, e questa la vedo dura, l’umanità abbia imparato qualcosa proprio dal secolo scorso, quando ci toccò, dopo gli sperperi post-spagnola e post-guerra, la crisi economica del ’29 e lo scoppio dei movimenti totalitari.

Siamo in tempo per correggere gli errori, chi ci crede?

Fonte: The Guardian

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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