Mentre in Italia si combatte per la vita, il Regno Unito sceglie di sacrificare i più deboli con l'”immunità di gregge”

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Coronavirus, l’Italia sceglie ancora di combattere per la vita, ma in altri Paesi l’approccio sembra diverso. Il Regno Unito, in particolare, ha scelto di non mettere in atto alcuna misura restrittiva, lasciando che il virus faccia il suo corso.

In un discorso a tratti glaciale, il Primo Ministro inglese Boris Johnson si è rivolto alla Nazione avvisando di prepararsi alla perdita prematura dei parenti prossimi, confermando l’intenzione di non fare nulla per rallentare il contagio. Mentre 10.000 persone, conferma, potrebbero già essere infette (come riportato sul sito del nostro Ministero della Salute, in Italia erano 14.995 le persone positive ieri 13 marzo alle 18).

Come unico consiglio, che non appare nemmeno un’imposizione, è restare a casa una settimana se si hanno sintomi tipici (tosse persistente, febbre), tra l’altro un tempo decisamente più corto di quanto raccomandato dagli esperti, che indicano in 14 giorni il periodo di incubazione e osservano 2-3 settimane di decorso della malattia.

“Si diffonderà ulteriormente e devo avvisare il pubblico britannico: molte famiglie perderanno i loro cari prematuramente” ha dichiarato Johnson come riportato da The Times.

E gli anziani? Gli immunodepressi? Potrebbero soccombere, ma nel Regno Unito questo appare un sacrificio accettabile in nome del bene (economico) collettivo. Il virus, lasciato libero di agire, potrebbe infettare circa il 60% della popolazione inglese e questo, secondo il Governo inglese, servirà a garantire al Paese immunità di gregge per future possibili ondate infettive.

Ma la scienza non concorda: non abbiamo un vaccino e non sappiamo se questo agente patogeno, apparso sulla Terra per la prima volta a novembre, è in grado di immunizzare in modo permanente chi lo contrae e poi guarisce. Per cui questa deduzione, a prescindere dalla glacialità in termini di rispetto per la vita umana, appare anche non corretta e molto pericolosa.

Nel Regno Unito, comunque, il discorso non è stato accolto come irrispettoso: i giornali locali definiscono l’intervento di Johnson solenne e autorevole o al limite cupe e severo, e non risultano per ora proteste da parte della popolazione, che comunque si mostra altrettanto spaventata.

Filosofie diverse: in Italia si è scelto di combattere per tutti, con il terrore di non poterlo fare a causa del sovraccarico del Sistema Sanitario Nazionale che ha un numero limitato di posti letto e ancora meno in terapia intensiva ma che sta veramente facendo il possibile per correre ai ripari.

Per cui la raccomandazione, a prescindere dai decreti, è sempre la stessa: restare a casa.

Fonti di riferimento: The Times / Ministero della Salute

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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